Il festival "Le Vie dei Tesori" compie vent’anni al fianco dell’Università di Palermo

(Nella foto di Igor Petyx un momento della conferenza stampa di presentazione)
Per celebrare i suoi vent’anni, Le Vie dei Tesori torna dal 19 settembre al 15 novembre, con due mesi di visite, passeggiate ed esperienze. Vent’anni di porte aperte, di luoghi ritrovati, di storie che sono diventate parte della vita delle città. Un’avventura cominciata nel 2006 all’interno dell’Università degli Studi di Palermo e cresciuta insieme al suo pubblico, fino a trasformarsi in uno dei più importanti progetti di valorizzazione del patrimonio culturale della Sicilia.
All’inizio erano soltanto dieci luoghi dell’Università di Palermo, ma l’idea era già definita: la conoscenza usciva dai confini dell’Ateneo e arrivava alla gente, che la faceva propria.
La città scopriva così di poter entrare in spazi sino ad allora riservati agli studiosi, ascoltarne le storie e riconoscerli come parte della propria identità. Da quel primo nucleo – dalle carceri dell’Inquisizione spagnola recuperate dal limbo alle cripte dimenticate, fino ai conventi trasformati – Le Vie dei Tesori ha progressivamente allargato lo sguardo, coinvolgendo istituzioni, proprietari privati, associazioni e scuole e costruendo un racconto di Palermo prima, e dell’Isola poi, attraverso le sue porte aperte. Il festival si è quindi ulteriormente ampliato, sviluppando collaborazioni nazionali e internazionali.
Un anniversario che sarà raccontato anche attraverso un libro del presidente della Fondazione, Laura Anello, pubblicato da Edizioni Kalos e una presentazione-spettacolo al Grand Hotel et des Palmes, mentre saranno i ragazzi a fare da testimonial di questa speciale edizione, con lo slogan “La bellezza di avere vent’anni”.
Anche quest’anno saranno diversi i luoghi dell’Ateneo inseriti nel percorso: l’Orto Botanico di Palermo, la Cripta delle Repentite, il Museo Geologico Gemmellaro, il Museo di Zoologia Doderlein, il Museo della Specola, la Collezione di Strumenti di Psicotecnica e la Collezione di Anatomia Umana.
Un itinerario che attraversa discipline e saperi diversi – dalla botanica alla geologia, dalla zoologia alla psicologia, fino all’anatomia – e che permette al pubblico di conoscere collezioni, strumenti, reperti e luoghi legati alla storia della ricerca e della formazione universitaria.
“Vent’anni fa, proprio all’interno dell’Università degli Studi di Palermo, nacque un’intuizione che oggi possiamo considerare lungimirante: aprire alla città luoghi dell’Ateneo normalmente chiusi e poco conosciuti e trasformarli in occasioni di incontro, conoscenza e partecipazione”, sottolinea il rettore dell’Università degli Studi di Palermo, Massimo Midiri .
“Da quella prima esperienza – continua Midiri - è nato un percorso straordinario. Le Vie dei Tesori ha saputo crescere ben oltre i confini dell’Università che l’ha vista nascere, coinvolgendo progressivamente altri luoghi della città, altre istituzioni e altri territori, fino a diventare una manifestazione capace di attraversare la Sicilia e di proiettarsi oltre i suoi stessi confini. In questi vent’anni, quella intuizione è diventata una grande rete che ha saputo trasformare la conoscenza in un’esperienza collettiva, dimostrando che, quando un’idea è autentica e sa coinvolgere, può crescere ben oltre il luogo in cui è nata”.
A vent’anni dalla prima apertura, dunque, il rapporto tra Le Vie dei Tesori e l’Università di Palermo torna al centro del festival. Un legame che non è soltanto memoria delle origini, ma testimonianza di un’idea ancora attuale: aprire le porte significa rendere la conoscenza accessibile, condivisa e parte dell’identità di una comunità.
Info: www.leviedeitesori.com
