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Etica e integrità della ricerca

18-mag-2018

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Negli ultimi anni, la distanza tra scienza e società, ha reso evidente la necessità che la ricerca scientifica comunichi in maniera chiara e diretta i propri metodi, risultati e il senso stesso della sua esistenza. Il rischio infatti è che una scarsa comprensione da parte della società dei contenuti della scienza e delle direzioni sposate dalle istituzioni della ricerca possa influenzare negativamente le scelte politiche e la libertà scientifica stessa.

Gli autori attraverso lo studio, la ricerca e l’insegnamento partecipano alla promozione e alla disseminazione della cultura. La riflessione sull’etica della ricerca e l’integrità accademica pone le sue radici nel rispetto della verità scientifica e della proprietà intellettuale. Alla base di un lavoro scientifico è necessario che ci siano dati veri: non è possibile garantire il progresso scientifico né diffondere informazioni corrette in assenza di dati reali e di qualità; attraverso la diffusione dei propri lavori i ricercatori hanno la responsabilità di promuovere comportamenti etici migliori. Gli autori della ricerca sono inoltre chiamati ad attenersi ai valori di riferimento dell’Ateneo attraverso il rispetto di norme di comportamento e disposizioni (es. Codice etico) che consentano di regolare casi di conflitto di interessi o di proprietà intellettuale. Nell’articolo 1 del codice etico del nostro Ateneo si dichiara che l’Università degli Studi di Palermo partecipa dei valori etici condivisi dalla comunità scientifica internazionale e impronta “le condotte dell’istituzione e dei singoli a regole e principi [...] con particolare riguardo ai principi di solidarietà, di uguaglianza, di promozione della cultura e della ricerca scientifica e tecnica, di libertà dell’arte, della scienza e dell’insegnamento e di accesso dei capaci e dei meritevoli ai gradi più alti degli studi”.

All’interno della comunità accademica tali principi devono orientare le condotte e gli atteggiamenti di coloro che ne fanno parte. Rafforzare il senso di appartenenza alla comunità universitaria e diffondere la comune visione della vita accademica incoraggia e indirizza, ancor più di regole e sanzioni, al rispetto dei diritti e dei doveri. Violare tali principi non solo danneggia moralmente chi ne è coinvolto in prima persona ma contribuisce a screditare l'intera istituzione. Al contrario l’adesione ferma di ciascun autore della ricerca a tali principi contribuisce al prestigio e all’autorevolezza di tutti e procura nuove opportunità a sé e all’istituzione. È utile orientare i giovani ricercatori alla conoscenza e al rispetto dei valori di correttezza, rispetto e fiducia per mezzo di una adeguata riflessione e formazione.

Il problema della dilagante diffusione del plagio riguarda innanzitutto un piano etico e di norme informali oltre che giuridiche: per questa ragione è utile che i docenti universitari incoraggino i futuri ricercatori ad essere originali e creativi e forniscano consigli necessari per riconoscere e individuare le diverse forme di plagio così da poterlo evitare. È strategico che i bibliotecari assistano i giovani ricercatori nell’acquisizione di competenze, fondamentali per la carriera accademica, di organizzazione, registrazione e citazione delle fonti recuperate tramite la ricerca bibliografica (es. uso di software come Endnote, Zotero e Mendeley).

Infine, la contemporanea comunicazione scientifica, caratterizzata dalla presenza di prodotti scientifici digitali, richiede la conoscenza di regole nuove. Le relazioni con gli editori impongono oggi il rispetto di accordi e clausole specifiche per cui è necessario offrire ai giovani ricercatori strumenti utili per agire in maniera consapevole. Anche la riflessione sulle regole che accompagnano l’uso consapevole di dati e immagini permette di rispettare i principi di trasparenza e di copyright.

Nelle pagine della sezione, oltre ad essere approfondito il tema del plagio anche attraverso esempi concreti, sono elargiti consigli e buone pratiche per prevenire il plagio attraverso la redazione corretta delle citazioni e della bibliografia. Di semplice fruizione sono i link ad alcuni tutorial selezionati da siti accademici per stimolare la riflessione sul tema.

In sintesi:

Produrre onestamente il proprio lavoro accademico significa

  • garantire il progresso scientifico 
  • diffondere informazioni corrette
  • promuovere comportamenti etici rinforzando le responsabilità degli autori della ricerca
  • migliorare la reputazione personale e ricevere crediti
  • procurare nuove opportunità anche all’istituzione alla quale si appartiene

Pubblicare in maniera etica significa evitare

  • ogni forma di plagio (copiare in maniera letterale, copiare in maniera sostanziale, paragrafare, riciclare il testo, auto-plagio)
  • la falsificazione di dati
  • la manipolazione di immagini
  • la collusione (accordi nascosti-intese segrete)
  • la presentazione degli stessi articoli ad editori diversi

Pubblicare in maniera etica significa fare un uso corretto di citazioni e bibliografia.