EUROSTART 2025
FRAG – Fractured Roots: Ancestry and Genealogies across Gaul and the Germanies
Responsabile scientifico: Francesca Cotugno
TimeCLASH – Temporalità in collisione. Culture, letteratura, scienza e storia dall’origine dell’ecologia all’Antropocene
Responsabile scientifico: Valeria Maggiore
Gruppo di ricerca:
- Salvatore Tedesco (PO), Area 11 (PHIL-04/A), Dipartimento di Architettura;
- Claudia Carmina (PA), Area 10 (LICO-01/A), Dipartimento di Scienze Umanistiche;
- Diego Mantoan (PA), Area 10 (ARTE-01/C), Dipartimento di Scienze Umanistiche;
- Santi Di Bella (PA), Area 11 (PHIL-05/A), Dipartimento di Cultura e Società.
Altri partecipanti al gruppo di ricerca (titolari di assegni di ricerca, dottorandi, titolari di borsa di ricerca:
- Chiara Li Mandri, PhD student – Dottorato di ricerca in Studi Umanistici, Dipartimento di Scienze Umanistiche (Università degli Studi di Palermo), tutor: Dott.ssa Valeria Maggiore;
- Enrico Comes, PhD student – Dottorato di ricerca nazionale in Immagine, linguaggio, figura: forme e modi della mediazione, Sede amministrativa: Dipartimento di Filosofia Piero Martinetti – Università degli Studi di Milano, Sede di riferimento del dottorando: Dipartimento di Scienze Umanistiche – Università degli Studi di Palermo, tutor: Prof. Salvatore Tedesco.
Collaborazioni: Il progetto prevede la collaborazione con i seguenti docenti italiani ed europei:
- Dott.ssa Hannah Baader (Kunsthistorisches Institute di Firenze). È ricercatrice senior permanente presso il Kunsthistorisches Institut di Firenze, Max-Planck-Institute, e leader del gruppo di ricerca Transregional Art Histories. Spaces, Actors, Ecologies. La sua ricerca si concentra sull'estetica degli ambienti, le agenzie umane e non umane e gli impegni artistici con la vita vegetale.
- Prof.ssa Stefanie Buchenau (Université Paris 8 Saint-Denis). Direttrice dell'Unité de Recherche 1577 Les mondes allemands. Histoire des idées et des représentations dell'Université Paris 8 Saint-Denis, è specialista in Storia delle Idee e si interessa in particolare al pensiero filosofico, geografico e ambientale tedesco e ai suoi trasferimenti culturali nel contesto francese.
- Prof.ssa Carlotta Castellani (Università di Urbino). È professore associato di Storia dell'arte contemporanea e la sua ricerca si concentra sul dialogo reciproco tra arte, cultura visiva e scienza durante le avanguardie.
- Prof. Davide Di Maio (Università di Verona). È professore associato di Letteratura tedesca. Le sue aree di ricerca sono l'estetica tedesca e la letteratura contemporanea, con particolare attenzione ai pensatori vitalisti tedeschi e al concetto di Lebenphilosophie.
- Prof. Olaf Müller (Institut für Philosophie, Humboldt-Universität). È filosofo ed eminente studioso di filosofia della scienza, in particolare dei cambiamenti climatici.
- Prof. Heinz-Peter Preußer (Università di Bielefeld). È professore associato di germanistica e studi culturali ed esperto di filosofia della natura e concetti olistici della natura nella tradizione tedesca della Naturphilosophie.
- Prof. Niccolò Scaffai (Università di Siena). È professore ordinario di letteratura italiana contemporanea e specialista in ecocriticismo letterario e nel rapporto tra letteratura ed ecologia, in particolare nella narrativa e nella scrittura nell'Antropocene.
Breve descrizione del progetto:
CONTESTO TEORICO
Negli ultimi decenni la presa di coscienza dei danni ecologici globali ha reso centrale il concetto di Antropocene, coniato nel 2000 da P. Crutzen per indicare l’inizio di una nuova epoca geologica in cui l’umanità agisce come forza plasmatrice della Terra. Nato in ambito scientifico, il termine è oggi divenuto il simbolo della crisi culturale nel rapporto uomo-natura: la filosofia vi si è confrontata da prospettive etico-politiche e le arti (letterarie, plastiche e performative) hanno tematizzato i rischi ecologici legati a inquinamento e riscaldamento globale. Tuttavia, esse non hanno affrontato le implicazioni estetiche delle dicotomie umano/inumano, soggetto/oggetto, tutto/parte, spazio/ambiente, animato/inanimato che l’Antropocene mette in crisi.
OBIETTIVI PROGETTUALI
TimeCLASH propone un cambio di paradigma: interpretando l’estetica come scienza della percezione, esplora il conflitto temporale implicito nell’Antropocene configurandolo, in termini foucaultiani, come un’archeologia del sensibile e proponendosi di chiarire come le attuali questioni ecologiche pongano in crisi le dicotomie sopra elencate. L’Antropocene rappresenta infatti il punto di scontro tra due regimi temporali (il tempo profondo della Natura e quello organico dei viventi), mettendo in discussione la distinzione tra storia naturale e culturale: l’umanità, come agente geologico, entra nel tempo profondo e la Natura, di contro, si rivela un’entità viva e dotata di agency. TimeCLASH mira a ricostruire la genesi di questa nuova coscienza temporale, analizzando filosofi, artisti e scienziati che in Europa tra il XIX e il XX sec. hanno contribuito alla nascita del pensiero ecologico.
ARCO TEMPORALE E DOMANDE DI RICERCA
L’arco temporale considerato dal progetto (1866–1962) si concentra su un periodo spesso trascurato nei dibattiti sull’Antropocene che inizia con la fondazione dell’ecologia scientifica da parte di E. Haeckel (intesa come lo studio delle relazioni tra organismo e ambiente, concependo l’organismo come co-costruttore dell’ambiente, in linea con la tradizione morfologica e filosofica tedesca e anticipando teorie contemporanee come quella di nicchia ecologica) e culmina con la pubblicazione del saggio “Silent Spring” di R. Carson che inaugura la svolta politico-attivista dell’ecologia su scala mondiale. In questo periodo, in Europa si sviluppa un pensiero ecologico trasversale che coinvolge filosofia, scienze naturali, letteratura e arti visive. Il progetto intende analizzare tali intrecci nel contesto italiano, francese e tedesco, per individuare come le arti e le scienze abbiano cercato di dare forma estetica al tempo profondo della Terra e alla crisi della temporalità umana.
Esso si pone in particolare le seguenti 4 domande di ricerca:
1: Quali implicazioni culturali e socio-antropologiche ha lo scontro tra tempo umano e tempo naturale nell’Antropocene?
2: Come arte e letteratura hanno affrontato simbolicamente il tempo profondo?
3: Come le scienze della vita e della Terra hanno tematizzato la pluralità delle temporalità biologiche e geologiche?
4: Quali sono le conseguenze filosofiche e storiografiche di queste temporalità contrastanti?
A tali domande il progetto risponde ponendosi 3 obiettivi di ricerca:
1: Ricostruire il contesto teorico-culturale dell’ecologia tra Otto e Novecento con attenzione al biocentrismo europeo.
2: Mappare le connessioni interdisciplinari tra estetica, filosofia, scienze e arti.
3: Sperimentare pratiche di disseminazione pubblica sull’Antropocene e l’estetica ecologica.
ATTIVITÀ E PRODOTTI
Nei tempi previsti dal bando, TimeCLASH si propone di realizzare un workshop internazionale e attività partecipative di sensibilizzazione che coinvolgano scuole, enti culturali e cittadini, nonché di produrre un volume scientifico sul ruolo dell’estetica nell’età dell’Antropocene e un numero speciale in rivista scientifica open access specializzata in estetica sui risultati del workshop.
