Cure palliative, allo Steri confronto tra scienza ed emozioni
Una partecipazione ampia e attenta ha segnato il successo del convegno “Le cure palliative tra scienza ed emozioni”, che si è svolto allo Steri. Un appuntamento che ha acceso i riflettori su una emergenzae sanitaria dell’Isola: l’accesso ancora limitato alle cure palliative, nonostante sia un diritto garantito dalla Legge 38 del 2010.
In Sicilia, infatti, oltre due pazienti su tre che necessitano di cure palliative non riescono ad accedervi e, quando ciò avviene, l’assistenza si concentra spesso prevalentemente sugli aspetti fisici della malattia, trascurando le dimensioni psicologiche ed emotive. La copertura si ferma al 23% del fabbisogno, ben al di sotto della media nazionale del 33%.
Organizzato dall’Università degli Studi di Palermo insieme a Samo Ets, il convegno ha avuto l’obiettivo di promuovere una maggiore consapevolezza sul tema e di favorire un approccio più integrato e multidisciplinare alla cura del paziente.
"Le cure palliative rappresentano un'emergenza medica - ha sottolineato il rettore dell'Università degli Studi di Palermo, Massimo Midiri - molte persone non riescono ad accedervi, c'è difficoltà per avere questo trattamento e, soprattutto, c'è il cambio di paradigma sul fine vita che deve essere interpretato da specialisti attrezzati. L'incontro di oggi con la Samo non fa altro che evidenziare la sinergia con l'università e con il Policlinico sul campo delle cure palliative, dove interveniamo dando voce a queste associazioni, avviando corsi di laurea con specializzazioni, perché sono necessari medici con le competenze giuste".
Nel corso dell’incontro, il presidente di Samo Ets, Luigi Zancla, ha annunciato la firma di una convenzione per il 2026 con l'Università. Accordo pensato per rafforzare la formazione e la ricerca, integrando competenze mediche e psicologiche e migliorando la qualità dell’assistenza ai pazienti oncologici.
Ampia la partecipazione degli studenti, in particolare del quarto anno di Medicina, che hanno seguito gli interventi degli esperti su temi centrali come la bioetica e il ruolo della psicologia nelle malattie terminali che hanno evidenziato la necessità di un cambio di paradigma: il paziente deve essere considerato nella sua totalità, non solo come corpo da curare ma come persona con bisogni complessi, anche emotivi e relazionali.
Il convegno ha così ribadito il valore delle cure palliative come approccio globale alla malattia, capace di accompagnare il paziente e la sua famiglia lungo tutto il percorso, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita. Un momento di confronto che, oltre al successo di pubblico, ha posto le basi per nuove sinergie e sviluppi futuri nel campo dell’assistenza domiciliare in Sicilia.
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