Comitato di Bioetica dell’Università di Palermo. Proposta di modifica del regolamento di istituzione e della denominazione in Comitato Etico della ricerca dell’Università degli Studi di Palermo.
Il Comitato di Bioetica dell’Università degli Studi di Palermo, istituito con D.R. n. 3267 del 9 ottobre 2019, rappresenta un presidio fondamentale per la promozione e la tutela dei principi etici nell’ambito delle attività di ricerca dell’Ateneo. Nel corso dei precedenti mandati, il Comitato ha svolto un ruolo rilevante nel garantire il rispetto dei diritti, della dignità e del benessere delle persone coinvolte nei progetti di ricerca, nonché nella diffusione della cultura bioetica all’interno della comunità accademica.
A seguito della scadenza del mandato relativo al triennio 2023–2025 e considerato il limite normativo alla riconferma dei componenti, si è resa necessaria la definizione di un nuovo assetto per il triennio 2026–2028. In tale contesto, anche alla luce delle evoluzioni intervenute negli ultimi anni in materia di etica della ricerca e del mutato quadro normativo nazionale e internazionale, si è ritenuto opportuno procedere preliminarmente a una revisione complessiva del regolamento vigente.
Le modifiche proposte si collocano in una prospettiva di aggiornamento e rafforzamento del ruolo del Comitato, con l’obiettivo di renderlo maggiormente coerente con le nuove sfide poste dall’innovazione scientifica e tecnologica, nonché di favorire l’allineamento con organismi analoghi a livello nazionale e internazionale. In particolare, la revisione prevede la ridenominazione in “Comitato Etico della Ricerca”, al fine di meglio riflettere l’ampiezza delle competenze attribuite, e l’ampliamento dei profili scientifico-disciplinari richiesti, includendo ambiti strategici quali l’informatica, la bioingegneria e le tecnologie digitali, con specifico riferimento alle implicazioni etiche dell’intelligenza artificiale e dei sistemi basati su dati.
Ulteriori interventi riguardano la composizione dell’organo, con l’introduzione di una maggiore flessibilità nel numero dei componenti e il richiamo esplicito al principio della parità di genere, nonché l’adeguamento di alcune disposizioni organizzative e procedurali, finalizzate a migliorare l’efficacia e la tempestività dell’azione del Comitato.
