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Come faccio a sapere quale versione del mio articolo posso autoarchiviare?

20-giu-2018

L’autore dovrà sempre controllare con attenzione il contratto sottoscritto con l’editore. Nel caso in cui l’autore non fosse in possesso dell’accordo specifico sottoscritto con l’editore, consultando il database Sherpa Romeo <http://www.sherpa.ac.uk/romeo/index.php>, potrà conoscere le politiche dei principali editori scientifici.

È possibile sapere inoltre se l’editore consente di depositare nell’archivio istituzionale almeno una versione del lavoro.

Un articolo scientifico può presentarsi sotto forma di:

  • pre-print: bozza (manoscritto) dell’autore prima della sottomissione all’editore (bozza pre-referaggio);
  • post-print: versione finale dell’articolo già referata ma ancora con il layout dell’autore (bozza referata);
  • versione editoriale: versione finale dell’articolo impaginata con il layout dell’editore.

 A seconda delle politiche editoriali in Sherpa Romeo gli editori e i journal si dividono per colori:

 

Nel caso di editori non presenti in Sherpa Romeo sarà opportuno rivolgersi all’editore stesso o, per editori italiani, consultare il censimento curato dall’Università di Torino <http://www.oa.unito.it/editori/index.php?r=editori/index>.

Molti editori non permettono il deposito della versione editoriale, ma generalmente consentono l’autoarchiviazione del preprint dell’autore non referato o della bozza già referata ma ancora priva del layout dell’editore; talvolta gli editori possono chiedere una posticipazione nell’autoarchiviazione (embargo fino a 36 mesi) per salvaguardare gli interessi economici.  

N.B.: L’autore è sempre tenuto ad autoarchiviare il proprio prodotto della ricerca. Per gli approfondimenti normativi e legislativi si rimanda al testo delle “Linee guida per il deposito e la documentazione dell’Università Napoli Parthenope”, redatte a cura di Rosa Maiello