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COOPERAZIONE/Alla Cattolica corso per amministratori di beni confiscati alla mafia

24-mag-2012

Una partnership scientifica tra l’Università degli studi di Palermo e l’Università Cattolica di Milano sul fronte del contrasto alla criminalità organizzata. Sarà possibile grazie al primo Corso di alta formazione per amministratori giudiziari di aziende e beni sequestrati e confiscati nel Nord - Italia. La convenzione è stata siglata, sabato scorso nella sala Negri da Oleggio dell’Ateneo di largo Gemelli a Milano alla presenza del procuratore nazionale antimafia Piero Grasso e vede la collaborazione del Centro Studi “Federico Stella” sulla Giustizia penale e la Politica criminale dell’Università Cattolica e il Dipartimento di Studi europei e dell’integrazione internazionale dell’Università di Palermo diretto da Giovanni Fiandaca, presente insieme a Costantino Visconti.
Il Corso si rifà all’analoga esperienza dell’Università di Palermo iniziata due anni fa e mira a rispondere alla sempre più avvertita esigenza di formare figure professionali in grado di affrontare le problematiche poste dal recente Codice Antimafia sul terreno della gestione e della destinazione dei beni confiscati a soggetti economici controllati, direttamente o indirettamente, da sodalizi mafiosi. Rivolgendosi a dottori commercialisti, avvocati, dirigenti aziendali, il corso terrà conto delle peculiarità del quadro economico dell’Italia settentrionale e, proprio per rispondere alle istanze di una realtà così dinamica e complessa, si concentrerà su tutti gli strumenti di contrasto alla criminalità del profitto, fornendo sia l’indispensabile formazione giuridica per padroneggiare un sistema normativo di crescente complessità, sia la competenza di tipo manageriale necessaria all’amministrazione dei cespiti, spesso di grandi dimensioni e potenzialmente produttivi, da riguadagnare al circuito dell’economia lecita.
In una prospettiva di integrazione interdisciplinare troverà spazio l’approfondimento dei vari modelli di reazione giudiziaria previsti dalla legislazione italiana (dalle cosiddette misure di prevenzione patrimoniale alle ipotesi “speciali” di confisca disseminate nella legislazione complementare, senza trascurare il ruolo che la responsabilità penale delle persone giuridiche può giocare nella partita della legalità), nonché il confronto con le acquisizioni delle scienze economico-aziendali e con quelle esperienze manageriali capaci di conferire al corso una esplicita vocazione professionalizzante.