Assegnazione e gestione del catamarano a vela “Paris One”
La delibera si inserisce nel quadro delle iniziative dell’Ateneo volte a rafforzare le infrastrutture per la ricerca, la didattica avanzata e la terza missione, con particolare attenzione ai temi del mare, della sostenibilità ambientale e dell’impatto sociale. In questo contesto, l’Ateneo ha promosso l’acquisizione e la valorizzazione di beni confiscati alla criminalità organizzata, destinandoli a finalità istituzionali e pubbliche, anche per il loro valore simbolico in termini di legalità e responsabilità civile.
Il provvedimento approvato dal CdA riguarda l’assegnazione e la gestione del catamarano a vela Lagoon 400 denominato “Paris One”, destinato all’Università di Palermo dall’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati. L’imbarcazione è stata formalmente consegnata all’Ateneo nel giugno 2025 ed è stata oggetto di copertura assicurativa per l’anno successivo. Il valore di mercato del catamarano è stimato in circa 320.000 €, ma una perizia tecnica ha evidenziato la necessità di interventi di ripristino strutturale, meccanico ed elettronico, con un investimento iniziale stimato in circa 49.000 €, oltre IVA.
Il catamarano è concepito come un laboratorio scientifico galleggiante destinato a supportare attività di ricerca in ambiente marino e offshore, didattica universitaria avanzata, tirocini, formazione specialistica e partecipazione a progetti nazionali ed europei. È previsto inoltre il suo utilizzo per attività di terza missione, divulgazione scientifica, networking istituzionale e presenza dell’Ateneo in eventi pubblici e scientifici, anche nell’ambito del Centro Nazionale della Biodiversità.
La delibera sottolinea anche il valore educativo e civico dell’iniziativa: il riutilizzo del bene confiscato assume un significato simbolico rilevante, soprattutto nei confronti delle giovani generazioni e dei contesti territoriali più fragili, contribuendo a rafforzare la cultura della legalità, il senso di appartenenza alla comunità e la fiducia nelle istituzioni.
La gestione scientifica e operativa del catamarano viene affidata al Dipartimento STEBICEF, che ha individuato il prof. Caruso come docente referente e presentato una relazione sulle finalità, i costi e la sostenibilità del progetto. I costi annuali di gestione ordinaria, comprendenti ormeggio, manutenzione, assicurazione e spese di esercizio, sono stimati tra 11.500 e 14.000 €. Il Dipartimento ha inoltre individuato una copertura finanziaria complessiva di 70.000 €, proveniente da progetti di ricerca già finanziati, destinata agli interventi di ripristino e alla gestione del bene.
La delibera definisce infine l’assetto amministrativo e contabile dell’intervento, attribuendo alle strutture centrali dell’Ateneo gli adempimenti necessari per la gestione, l’inventariazione e la piena funzionalità del catamarano, al fine di garantirne un utilizzo stabile e coerente con le finalità istituzionali dell’Università.
