ARCHITETTURA DELLO SGUARDO. CHIARAMONTE_GUIDI
CONVEGNO INTERNAZIONALE E RASSEGNA DEI FILM DOCUMENTARI
13 ottobre 2026
Il programma prevede una giornata dedicata al rapporto tra architettura/fotografia/paesaggio attraverso lo sguardo di Giovanni Chiaramonte e Guido Guidi, importanti fotografi italiani di fama internazionale, divisa in due parti con la proiezione al mattino dei docufilm:
- «Vivi Nascosto - Guido Guidi»
di Paulo Catrica
2024 Italia, Portogallo, 92’, prodotto da Renata Sancho e Cedro Plátano;
- «Terra del ritorno – Giovanni Chiaramonte»
di Valentina Pellitteri
2012 Italia, 52’, prodotto da Centro Sperimentale di Cinematografia Sicilia;
e, a seguire nel pomeriggio una tavola rotonda/convegno internazionale con i registi dei docufilm e altri ospiti nazionali e internazionali,
Il titolo Architettura dello sguardo racchiude una voluta ambiguità, cuore di tutto il progetto.
L’espressione non accosta semplicemente due discipline, l’architettura e la fotografia ma propone un’idea di ricerca, che si legge in due sensi.
Lo sguardo ha un’architettura, si costruisce.
La fotografia e il cinema non si limitano a registrare la realtà: costruiscono un modo di vedere.
Lo sguardo non è un gesto naturale o istintivo, ma un dispositivo che si forma nel tempo, fatto di cultura, strumenti e scelte di linguaggio.
Guardare è in sé un’operazione con le sue regole.
Una sequenza di fotografie, le pagine di un libro, le pareti di una mostra, il montaggio di un film: sono queste le strutture che permettono a uno sguardo di reggersi, di edificarsi, di diventare un discorso e di farsi comprendere.
Lo sguardo fa architettura, costruisce.
Ma è vero anche il contrario: è lo sguardo stesso ad agire sul mondo.
Posandosi su un luogo, non si limita a registrarlo: lo trasforma, come fa l’architettura.
Con la scelta della prospettiva, della distanza, della luce, lo sguardo ritrova le geometrie di un territorio, misura i volumi di una città, costruisce un’immagine possibile del paesaggio.
Nel margine dell’inquadratura si conserva una differenza importante: quella tra la realtà e l’immagine che la fotografia ne proietta.
Guardando, lo sguardo può trasformare uno spazio estraneo in una casa: l’immagine diventa allora qualcosa di più di una semplice superficie, un’architettura capace di rendere il paesaggio accessibile, comprensibile e, in fondo, abitabile.
L’architettura necessita innanzitutto di uno sguardo al suo principio.
L’intenzione di chi costruisce, che intende conformare il mondo come risposta ai propri bisogni e desideri, una volontà di forma.
L’intenzione diviene composizione in architettura e quindi forma del mondo: insegna a vedere, come fa la fotografia.
RELATORI
Steve Bisson
Curatore, critico, editore e professore di fotografia Università Paris College of Art
Tereza Siza Vieira
critica e curatrice di fotografia
Roberta Valtorta
critica e curatrice di fotografia
Paulo Catrica
fotografo e ricercatore IHC-Universidade Nova de Lisboa
Valentina Pellitteri
regista
Roberto Collovà
architetto e fotografo
Marcello De Masi
fotografo e ricercatore indipendente
Sebastiano Raimondo
fotografo e professore DiPa-ABAPA
Antonio Biancucci
architetto, docente di progettazione architettonica UNIPA
Luciana Macaluso, Giuseppe Ferrarella, Salvatore Oddo
docenti dei Laboratori di Progettazione Architettonica 1 CdS LM4 Architettura di Palermo
Lorenzo Casali, Rori Palazzo, Sandro Scalia
docenti di Fotografia ABAPA
