Salta al contenuto principale
Passa alla visualizzazione normale.

ANDREA SCIASCIA

Introduzione

  • Autori: Cuccia, G.; Palazzotto, E.; Sarro, A.; Sciascia, A.
  • Anno di pubblicazione: 2015
  • Tipologia: Prefazione/Postfazione (Prefazione/Postfazione)
  • OA Link: http://hdl.handle.net/10447/169874

Abstract

Il testo introduce alcuni esiti di un'attività di studio coordinata da Andrea Sciascia e dal gruppo di lavoro composto da Gaetano Cuccia, Emanuele Palazzotto, Adriana Sarro e Luciana Macaluso nell'ambito del Programma di Ricerca dal titolo "L'architettura delle chiese in Sicilia dopo il Concilio Vaticano II (FFR 2012). Dalle riflessioni emerse sulle questioni tematiche iniziali, il gruppo di lavoro ha progressivamente maturato l’idea, di comprendere, nel campo di azione della ricerca, le influenze e le contaminazioni riscontrabili fra le architetture cultuali dell’area del Mediterraneo, estendendo il lavoro di ricerca ad altri studiosi (Valentina Acierno, Mauro Bertagnin, Tania Culotta, Giuseppe Di Benedetto, Giuseppe Marsala, Isabella Daidone, Mariaelena Ferraro, Luigi Pintacuda, Laura Sciortino, Flavia Zaffora). Il tema dell’architettura liturgica, affrontato nella maggioranza dei saggi presenti nel volume, trae origine dalla proficua collaborazione che si è sviluppata fra la Cattedra di Progettazione architettonica di Pasquale Culotta, dell’allora Facoltà di Architettura di Palermo, il Dipartimento di Storia e Progetto dell’Architettura e il Centro Studi sulle Arti per la Liturgia diretto da Monsignor Crispino Valenziano. Lo stesso Pasquale Culotta, nei medesimi anni, aveva unito alla ricerca e alla didattica un’intensa attività progettuale, in Sicilia e nel resto d’Italia, rivolta proprio all’architettura liturgica. Il ricordo di queste esperienze attraversa e pervade per intero le pagine del libro. Quest’ultimo si struttura in tre parti che rintracciano nella pratica progettuale dello spazio consacrato da una teofania e nell’influenza su di esso esercitata dall’appartenenza ad una specifica dimensione geografica - quella del Mediterraneo - significativi momenti di intersezione. La prima parte, dedicata a "L’architettura cultuale in Sicilia", ripercorre attraverso alcuni esempi progettuali significativi le questioni che in questi anni post-conciliari sono emerse in relazione alla costruzione di nuove chiese o all’adeguamento liturgico di quelle esistenti. La seconda parte, intitolata "Mediterraneo, contaminazioni e influenze", esamina la capacità delle forme arcaiche e archetipiche dello spazio sacro di lasciare tracce della propria esistenza, mescolandosi e incrociandosi, nella costante, ciclica creazione di un nuovo ordine, che trova alimento nelle differenze e nelle peculiarità delle diverse realtà storiche e religiose. Infine, la terza parte affronta la riflessione sulla permanenza, dall’antichità alla contemporaneità, dei principî che informano l’architettura cultuale dove luogo e tempo appaiono connessi l’uno all’altro nel tentativo di conferire respiro di trascendenza e sacralità allo spazio organizzato e progettato, in un passaggio che è sempre consacrazione e transito. Come osservato da Giuliano Gresleri nella postfazione a chiusura del libro, se da un lato vi è, nei diversi contributi, l'assunzione di uno sguardo "critico" che attraversa le produzioni architettoniche liturgiche post-conciliari di almeno cinque decenni, dall'altro emerge la specificità dell'architettura religiosa siciliana e in Sicilia, riconoscibile nell'idea di un rapporto sodale e osmotico con i luoghi, e nel raggiungimento di una condizione formale e spaziale "austera". Il libro è dedicato a Pasquale Culotta.