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NICOLA ROMANA

La competenza consiliare sui PUDM tra velleità di semplificazione e paralisi decisionale: il Consiglio di giustizia amministrativa censura la “fuga dalla legge” della Regione siciliana nell’ombra della Direttiva Bolkestein

Abstract

Il parere n. 205/2025 delle Sezioni Riunite del Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana ha annullato il D.A. n. 1/2025 e la Circolare n. 3/2025 dell’Assessorato Territorio e Ambiente, che avevano introdotto una procedura semplificata per l’approvazione dei Piani di Utilizzo del Demanio Marittimo (PUDM), attribuendo alla Giunta comunale una competenza riservata al Consiglio. La decisione riafferma l’inderogabilità della competenza consiliare, evidenziando la natura pianificatoria del PUDM quale strumento di programmazione territoriale, con rilevanti implicazioni urbanistiche e ambientali. La vicenda si colloca nel contesto della Direttiva 2006/123/CE (Bolkestein), che impone procedure concorrenziali per il rilascio delle concessioni demaniali. Il tentativo regionale di accelerare l’iter, tecnicizzando la fase post-VAS e post-osservazioni, si traduce in una violazione della gerarchia delle fonti e in un eccesso di potere per illogicità manifesta. Il parere ribadisce che l’efficienza amministrativa non può prevalere sul principio di legalità e sulle garanzie democratiche: la pianificazione costiera resta prerogativa dell’organo elettivo, quale sede di sintesi degli interessi pubblici e privati coinvolti.