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GIUSEPPE DI BENEDETTO

EXtra moenia_intra urbem

Abstract

Il progetto, pur confermando la struttura dell'impianto del cardo e del decumano, orienta le tracce delle nuove edificazioni all'interno dell'area dell'Expo secondo l'eco dei tracciati geometrici dei quartieri limitrofi. Tali scelte, se da un lato consentono di utilizzare l'avanzato sistema infrastrutturale preesistente, dall'altro superano quella condizione di atopia tipica dell'esposizione temporanea, restituendo al luogo una dimensione urbana leggibile nella dialettica che si istituisce tra l'autonomia del nuovo impianto e l'eteronomia delle relazioni con gli ambiti adiacenti. La lunga, irrisolta prospettiva del decumano trova invece, nella proposta progettuale, una doppia conclusione: una collina artificiale, sorta di sferoide lenticolare, contenente al suo interno il campus; due alti e solitari edifici. La prima conclusione è un'architettura del suolo che consente di moltiplicare i punti di vista "in quota" verso l'Expo e all'esterno. Nel contempo aggiunge una domesticità al campus grazie allo scavo di corti a cielo aperto; veri e propri elementi di relazione tra il suolo sopraelevato e la quota originaria.