Credo che sia stato per i fiorentini una cosa analoga a quella che è stato per i newyorkesi quando hanno abbattuto le Torri Gemelle. Intervista con Anna Maria Petrioli Tofani
- Autori: Dino, A.
- Anno di pubblicazione: 2026
- Tipologia: Capitolo o Saggio
- OA Link: http://hdl.handle.net/10447/709364
Abstract
L’ interessante conversazione con Anna Maria Petrioli Tofani, direttrice della Galleria degli Uffizi all’epoca della strage, si inquadra nel più ampio progetto nel quale prende forma e attraverso il quale si vuole sottolineare l’importanza della conservazione della memoria e del valore identitario delle opere d’arte sottoposte a distruzione durante la strage che ebbe luogo in via dei Georgofili a Firenze il 27 maggio del 1993. Grande l’impatto sociale delle bombe del ’93, ma molto poco studiati i suoi significati simbolici e identitari, i suoi effetti sulla comunità e sui singoli soggetti. La ricerca ha cercato di coprire un vuoto analitico e conoscitivo, ordinando i fatti, trovandone le connessioni e i reticoli, facendone emergere la forte carica simbolica nel porsi come un attacco diretto a incarnazioni artistiche dell’identità nazionale, in una strategia terroristica e destabilizzante (o semplicemente “stabilizzante” – per usare le parole di Gabriele Chelazzi – di fronte al terremoto seguito alla crisi dei principali partiti politici messo in atto dal processo Mani Pulite) anche fuori dal territorio nazionale.
