Salta al contenuto principale
Passa alla visualizzazione normale.

CHIARA CAPPADONIA

La franosità diffusa dell’1 ottobre 2009 nel territorio ionico-peloritano della Provincia di Messina: stato delle indagini e prime considerazioni sulle dinamiche geomorfiche attivate

  • Autori: Agnesi, V; Rasà, R; Puglisi, C; Gioè, C; Privitera, B; Cappadonia, C; Conoscenti, C; Pino, P; Rotigliano, E
  • Anno di pubblicazione: 2009
  • Tipologia: Articolo in rivista (Articolo in rivista)
  • Parole Chiave: Frane; debris flow; Messina; Sicilia
  • OA Link: http://hdl.handle.net/10447/53975

Abstract

A seguito di un evento estremo di pioggia verificatosi il 1 ottobre 2009 in un settore circoscritto del versante ionico della Provincia di Messina, si sono sviluppati numerosi eventi franosi classificabili per la maggior parte come colate di fango e detrito a rapida evoluzione (debris-mud flows). Dai primi sopralluoghi effettuati, in assenza ancora di un censimento sistematico, si sono riconosciuti eventi in numero di oltre 500, che hanno interessato sia nei versanti interni dei bacini idrografici che sversano nello Ionio, sia sui rilievi direttamente prospicienti la costa. L’elevato numero di eventi occorsi ha consentito di dettagliare dal punto di vista morfologico i fenomeni avvenuti e di compiere preliminari analisi statistiche relative alle aree di innesco in rapporto con parametri geomorfologici, morfometrici, litologici e dello spessore di copertura. I rilievi sono stati condotti direttamente sul terreno, dall’alto tramite sorvoli su elicotteri messi a disposizione dalla Protezione Civile Nazionale, da ortofoto del 2000 e del 2008, da immagini satellitari. I dati così acquisiti successivamente sono stati successivamente elaborati e digitalizzati al fine di redigere una “Carta di censimento preliminare delle aree di innesco”, rappresentate da punti, di seguito indicati, in analogia con il sistema di archiviazione IFFI, con il termine “PIFF”, con particolare riferimento alle aree nell’immediato intorno degli abitati coinvolti. Tali dati sono stati poi trasposti in ambiente GIS, al fine sia di realizzare un database continuamente aggiornabile, condizione di primaria importanza in ragione della estrema dinamicità di modellamento dei versanti, sia di disporre di un database che consentisse di passare dall’analisi dei fenomeni all’analisi della pericolosità. In tal senso sono state elaborate le prime analisi statistico-descrittive relative ai 113 fenomeni censiti la cui distribuzione spaziale è stata messa in relazione con la variabilità geografica di parametri geologici, morfometrici, morfologici e di uso del suolo. Vengono inoltre espresse alcune considerazioni preliminari circa le soglie di innesco dei fenomeni.