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MARCO BASSI

Il calendario tradizionale degli Oromo e il suo recupero contemporaneo. Nota su una cosmologia naturalistica dell’Africa orientale

Abstract

Il capitolo tratta il calendario tradizionale lunare degli Oromo dell’Etiopia. La decisione riguardo l’aggiunta di un mese intercalare per mantenere corrispondenza con le stagioni avviene sulla base di un metodo che non sembra avere corrispondenza in altri sistemi calendaristici noti. Viene presa da specialisti il cui sapere è tramandato da maestro ad allievo. Trattandosi di un popolo tradizionalmente a cultura orale, non si utilizza nessuna formula matematica: il nome del giorno e del mese è dato semplicemente dall’osservazione della posizione relativa (ascensione retta) tra alcune costellazioni e la luna, e della sua analisi attraverso un modello interpretativo. Il risultato è che i nomi ciclici dei 27 giorni corrispondono esattamente a reali configurazioni astronomiche. Il cielo è considerato la sede della divinità (monoteistica), e i nomi dei giorni segnalano quindi la ricettività per i rituali. Tra i rituali sono preponderanti quelli legati al sistema delle classi generazionali gadaa. Per la sua democraticità, tale sistema è stato di recente inserito nella lista del patrimonio intangibile dell’Unesco. Il sistema gadaa si basa su cicli di 8 anni, e cicli maggiori di 40 e 420 anni. A questi cicli è anche legata l’organizzazione della memoria storica. La centralità politica e sociale di tali pratiche e concezioni si è ridotta con l’annessione all’impero etiopico alla fine del XIX secolo, ma sta acquisendo sempre più popolarità grazie a un deciso processo di rivitalizzazione. I riti revitalizzati fanno riferimento al calendario e alla cosmologia tradizionale, una cosmologia che si discosta dalle classiche cosmogonie africane per la quasi assenza di elementi mitologici e l’alternativa centralità di un ‘naturalismo astronomico’ che fornisce una base cognitiva alla memoria storica.