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FABIO ALBA

Le microcomunità empatiche come luogo di riconoscimento delle differenze

Abstract

L’essere umano della tarda modernità appare sempre più ripiegato sul tempo presente, segnato da una diffusa disperanza verso il futuro che investe in modo particolare le giovani generazioni. Tale condizione esistenziale si accompagna a una crisi della memoria, intesa come indebolimento del legame con l’esperienza delle generazioni precedenti e con il senso di un’etica comunitaria condivisa. In questo orizzonte, attraversato dal pensiero debole, il contributo assume la categoria del riconoscimento reciproco, elaborata da Antonio Bellingreri, come chiave pedagogica per interpretare e trasformare l’incontro con l’altro. A partire da una prospettiva fenomenologica, l’alterità viene compresa come dimensione costitutiva del soggetto stesso e come eccedenza di possibilità che interpella la relazione educativa. L’obiettivo del contributo è mostrare come le microcomunità empatiche e interculturali possano configurarsi come luoghi privilegiati di ospitalità, riflessività e apprendimento reciproco, capaci di sostenere i giovani nei processi di costruzione identitaria e di riconoscimento delle differenze all’interno di una comune umanità.