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MARIA DI BLASI

Identità e omofobia in Cosa Nostra: un contributo gruppoanalitico soggettuale

Abstract

Il contributo propone alcune riflessioni sull’identità, la sessualità e l’omofobia nei contesti mafiosi. Gli studi sulla psicologia del fenomeno mafioso hanno sin ora consentito di evidenziare la fragilità identitaria degli appartenenti alle organizzazioni criminali mafiose e l’impossibilità a concepire la diversità in qualunque forma essa si presenti. L’omosessualità in particolare rappresenta in questi contesti la paura terrificante dell’alterità e il terrore di perdere il controllo della rigidità impenetrabile che fonda l’identità mafiosa. L’articolo attraverso l’utilizzo di frammenti di interviste a collaboranti di giustizia mette in luce come in realtà ciò che l’uomo di mafia radicalmente teme è l’esperienza essenziale della possessione erotica (non importa se etero o omosessuale). Ogni relazione che, come quella amorosa, richieda capacità di smarrimento di sé nell’incontro con l’altro/a, atterrisce l’uomo di mafia che reagisce a questa minaccia di possessione con le più primitive armi di difesa: la sottomissione e l’annientamento. Gli autori guardano all’omofobia da una prospettiva teorica, quella gruppoanalitica soggettuale, che integra sia gli aspetti emotivi che gli aspetti cognitivi e socio-culturali.