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Settore servizi per la ricerca e diffusione della conoscenza scientifica

Analisi bibliometrica qualitativa: la peer review

 

Dopo la pubblicazione è di fondamentale importanza sia per un autore che per l'ente di appartenenza rilevare quanto e in che modo i prodotti finali della ricerca siano considerati dalla comunità scientifica. La valutazione d'impatto della ricerca segue quindi un duplice approccio: quantitativo (rilevazione tramite l'analisi delle citazioni nei database bibliografici internazionali, con valori numerici calcolati mediante l'applicazione di appositi indicatori bibliometrici) e qualitativo (rilevazione mediante gli esiti della peer-review).

 

Che cosa è la peer review

La peer review o revisione tra pari può essere definita come una metodologia e insieme un processo di valutazione di merito sui prodotti della ricerca, la cui conduzione è affidata a esperti riconosciuti e autorevoli nelle medesime discipline accademiche e di ricerca in cui ricadono i prodotti esaminati.

 

Ambiti di applicazione

L'analisi bibliometrica qualitativa condotta tramite la peer review è estensivamente applicata nell'ambito dei processi di selezione degli articoli proposti dagli autori per la pubblicazione in riviste accademiche, attraverso l'esame della qualità e del rigore scientifico dei contributi proposti da parte dei comitati scientifici e degli esperti revisori di cui ciascuna rivista si avvale. Se l'esito del giudizio è negativo, potrebbe darsi una bocciatura totale del lavoro, oppure la mancata accettazione dell'articolo con suggerimenti utili per l'autore a riproporlo in altro contesto. Se l'esito è positivo, il lavoro potrebbe essere accettato così com'è, oppure il commento del revisore potrebbe contenere suggerimenti all'autore sulle aree di miglioramento del contributo prima della pubblicazione.

Negli ultimi decenni, sempre di più la peer review è impiegata come strumento di analisi bibliometrica da affiancare al calcolo degli indicatori. Numerose agenzie nazionali ricorrono alla revisione tra pari per rafforzare l'oggettività degli esiti dei calcoli bibliometrici nelle scienze dure ma anche per ovviare alla carenza di strumenti bibliometrici nei settori disciplinari delle scienze umane, sociali e giuridico-economiche.

Anche in Italia la peer review ha trovato applicazione nelle procedure selettive legate ai finanziamenti dei progetti di ricerca in cui le Commissioni giudicatrici si servono dell'opera di revisori anonimi (es. PRIN, FIRB, indirettamente anche FFABR) ovvero negli esercizi periodici di valutazione della ricerca a livello di singolo studioso (incluse le candidature per l'Abilitazione scientifica nazionale), oppure di dipartimento e/o ente di ricerca (es. VQR per gli Atenei).

 

Tipi di revisione

Esistono diverse tipologie di revisione dei prodotti della ricerca da parte degli esperti:

  • Single blind (questa è la forma più comune di peer review; l'autore non sa chi sia il revisore del proprio lavoro, e questo permette al revisore di non lasciarsi influenzare nel giudizio per paura di ricevere critiche dall'autore per eventuali osservazioni negative; inoltre il revisore ha il vantaggio di potersi avvalerse delle conoscenze personali sulla carriera scientifica pregressa dell'autore)
  • Double blind (in questa forma di peer review, piuttosto diffusa nell'ambito delle scienze umane e sociali, l'autore non conosce l'identità del revisore e viceversa: ciò consente di proteggere entrambi da eventuali pregiudizi personali, permettendo di minimizzare - almeno potenzialmente - i margini di soggettività del giudizio)
  • Open peer review (in questa forma di revisione tra pari, i commenti dei revisori vengono pubblicati online insieme con i lavori a cui si riferiscono, realizzando la massima trasparenza del processo in quanto non solo autore e revisore sono reciprocamente identificati, ma anche i lettori possono prendere visione dei commenti dei revisori nel sito della rivista)
  • Informed peer review (una modalità di revisione ibrida, in cui per pervenire alla valutazione finale vengono utilizzate e combinate più fonti di informazione - anche di tipo quantitativo. Ad esempio, per uno stesso prodotto o per la produzione complessiva di un autore in un arco temporale: calcolo degli indicatori bibliometrici + esame di merito da parte del revisore incaricato + giudizio ulteriore da parte di uno o più esperti esterni)

 

Il servizio Publons

La società neozelandese Publons ha progettato e attivato l’omonima piattaforma digitale <https://publons.com/home/> che si propone come strumento utile a rafforzare la comunità globale di esperti revisori, riconoscendone il contributo apportato all’avanzamento della scienza e della ricerca, nella convinzione che ciò a sua volta favorisca il miglioramento e lo sviluppo delle attività di peer reviewing a livello internazionale.

L’accesso al sito e l’uso delle sue funzionalità è gratuito. In Publons ogni revisore, una volta registratosi, può registrare tutte le informazioni utili a tracciare le propria attività di peer review svolte prima della pubblicazione dei manoscritti (preprint, sia in qualità di editor sia in qualità di reviewer) o anche le proprie recensioni svolte dopo la pubblicazione dei contributi scientifici (post-print reviews). La piattaforma a questo punto crea un sistema di riferimenti che permette di attribuire crediti scientifici (scores) a ciascuna delle attività registrate nel sito, consente la visibilità di tale attività nel profilo personale del revisore, genera metriche per i lavori revisionati, etc. Il trattamento delle informazioni nella piattaforma, laddove autori e comitati editoriali di riviste lo consentano, può favorire la generazione di un vero e proprio knowledge base di open peer review, rendendo l’intero processo trasparente ed efficace.

La piattaforma ha suscitato l’interesse di editori e database citazionali, fino a essere recentemente acquisita da Clarivate Analytics (e quindi essere integrata con Web of science, JCR e le metriche collegate).