Drammaturgia Musicale e altri studi Fascicolo 1 - gennaio 2003

Sommario

Ai lettori

Ci lusinghiamo di credere che questa sia la sola rivista italiana di studi musicologici interamente redatta da studenti universitari laureandi e da neolaureati. È nata a seguito di proficue esperienze condotte negli scorsi anni nell'ambito dei corsi monografici da me tenuti. Forzando le consuetudini dell'esame orale chiedevo, a chi aveva seguito le lezioni, di redigere un testo su un argomento concordato. Quelle "tesine" - che al di là del termine riduttivo si presentavano corpose ed elaborate come tesi di laurea - finivano col sostituire l'esame orale. Per dir meglio, i colloqui che seguivano una loro attenta lettura altro non erano che una sorta di doverosa certificazione di quanto era stato scritto.

Alcuni studenti avevano poi biennato la materia e dunque replicato la redazione delle tesine. Finché si giunse alla consapevolezza che era nata una consuetudine di lavoro comune e una maturazione dei temi oggetto delle iniziali ricerche. In particolare, gli argomenti dei corsi degli anni accademici 1998/99 e 1999/2000, dedicati a Cajkovskij e Stravinsky, avevano prodotto contributi originali, sicuri nello stile e densi nelle riflessioni. Degni dunque di essere posti all'attenzione del mondo accademico e scientifico. Se ne pubblicano alcuni in questo primo fascicolo, e si conta di pubblicarne altri nei prossimi. Insieme ai nuovi che su altri argomenti, anche non operistici, ci si augura che giungano a compimento.

Questo primo numero si apre con levità e grazia nel nome di Cajkovskij. E di che altro, se non di levità e di grazia, è intrisa la profonda poesia dell'Evgenij Onegin? Ponendo in luce le affinità tra il capolavoro cajkovskiano e il Giardino dei ciliegi di Cechov, Daria Parisi ci mostra, in un elegante saggio ricco di citazioni, come sia errato considerare l'opera appendice del teatro. Rovesciando la prospettiva, ci accorgeremo quanto possa essere interessante osservare l'influenza che il melodramma ottocentesco ha avuto sulla letteratura.

Da Cajkovskij a Stravinsky. Nessun passaggio più garbato, diremmo più fisiologico, dallo spirito cajkovskiano al mondo espressivo di Stravinsky che Le baiser de la fée. Gabriella Asaro però va oltre, collegando nella sua acuta analisi Le baiser de la fée e Apollon Musagète e instaurando così "una triplice relazione tra la Fata, la Musa di Cajkovskij e Tersicore".

Per nulla cajkovskiano e parecchio sulfureo è invece il mondo indagato da Angela Fodale. Stravinsky, lo sappiamo, se vuole sa essere diabolicamente irridente. Il saggio di Angela Fodale insegue con dotta arguzia la presenza luciferina che balena nella disorientante parabola stravinskiana, dall'Histoire du soldat a The Flood.

Partendo dagli studi di Arnold Van Gennep sui riti di passaggio, Giulia Miceli infine considera l'interesse di Stravinsky verso la sacralità, intesa dal compositore come rituale o cerimoniale. Le sequenze cerimoniali individuate da Van Gennep vengono applicate ai meccanismi scenici della Sagra della primavera, de Les Noces, di Oedipus Rex.

Piccoli musicologi crescono, dunque. DRAMMATURGIA MUSICALE nasce "bassa". Ma, come una messa bassa, non intende certo essere inadeguata nei contenuti. Vuole piuttosto porsi come un prodotto editoriale povero, che ci auguriamo possa crescere con chi la redige. È disponibile a ospitare scritti di laureandi e neolaureati delle altre Università che vogliano crescere insieme.

(a.t.)