Il piano imperfetto. Bilanci (e prospettive) sulla pianificazione urbanistico-territoriale in Sicilia
- Autori: Todaro, V.; Trapani, F.; Trombino, G.
- Anno di pubblicazione: 2025
- Tipologia: Contributo in atti di convegno pubblicato in rivista
- OA Link: http://hdl.handle.net/10447/696048
Abstract
L’articolo propone un bilancio critico (necessariamente “imperfetto” e non esaustivo) della stagione avviata in Sicilia con la L.R. 19/2020 sul governo del territorio, mettendo a fuoco tre livelli chiave: pianificazione territoriale regionale, pianificazione intermedia/metropolitana e pianificazione comunale. Sul versante regionale, l’attenzione si concentra sul Piano Territoriale Regionale (PTR), inteso come proiezione territoriale delle strategie di sviluppo e strumento di coordinamento tra piani e politiche, coerente con tutele paesaggistiche, Protezione civile e Strategia regionale per lo sviluppo sostenibile. A valle del processo di ascolto cooperativo concluso il 14 novembre 2024, emergono criticità strutturali: squilibri tra coste e aree interne, crisi idrica e infrastrutture, necessità di co-pianificazione con l’amministrazione dei beni culturali, frammentazione dei sistemi informativi e debole cooperazione interdipartimentale, oltre alla scarsa integrazione tra politiche fisico-spaziali e politiche sociali. In positivo, si evidenziano il potenziale delle politiche su bioeconomia e LCA e il ruolo del SITR come infrastruttura anche relazionale, in una prospettiva di PTR come “piano aperto”. A scala intermedia, il testo segnala ambiguità e risultati limitati nei piani strategici metropolitani, spesso ridotti a marketing territoriale e a pratiche partecipative formali. A scala comunale, nonostante la promessa di accelerazione del PUG (conferenza di pianificazione e approvazione in capo ai Comuni), pesano costi elevati degli studi obbligatori, finanziamenti insufficienti e procedure che dilatano i tempi; ne consegue un avanzamento lento e, in alcuni casi, un ritorno ai PRG, con scadenza regionale al 31 dicembre 2025 per l’adozione. Il giudizio conclusivo resta prudente: più che un fallimento, una fase di sperimentazione che potrebbe richiedere una revisione parziale della norma, mentre il cambio di rotta più netto riguarda il contenimento del consumo di suolo e la centralità della rigenerazione urbana.
