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RAIMONDO INGRASSIA

Centri per l’impiego al bivio

Abstract

I centri per l’impiego (CPI) sono stati in questo ultimo ventennio al centro dell’attenzione istituzionale con una serie di politiche del lavoro e di interventi di riorganizzazione che hanno investito tutto il territorio nazionale. Il cambiamento del mercato del lavoro a partire dall’ultimo decennio del secolo scorso ha determinato un ampliamento della platea dei soggetti potenzialmente interessati a beneficiare dei servizi pubblici per il lavoro, siano essi beneficiari o meno di sussidi economici e di politiche attive. L’inizio del nuovo millennio ha visto emergere una nuova parola d’ordine nelle politiche del lavoro in tutto il mondo occidentale: l’attivazione. Le politiche attive si sono pertanto intensificate nel corso di questo primo quarto di secolo restituendo centralità alle strutture preposte dallo Stato. I CPI si trovano rispetto a questi scenari di fronte a un bivio: seguire la strada della tradizione e concentrare la propria operatività sulle fasce deboli del mercato del lavoro oppure intraprendere un nuovo percorso istituzionale che li porterebbe a diventare un centro esperto di servizi per il lavoro aperto a tutti coloro che si trovino ad affrontare momenti di discontinuità lavorativa e mancanza di redditi da lavoro.