Il controllo dell'ordine pubblico in Sicilia tra l'occupazione alleata e il ritorno all'Italia (1943-44)
- Autori: Coco, V.
- Anno di pubblicazione: 2026
- Tipologia: Contributo in atti di convegno pubblicato in volume
- OA Link: http://hdl.handle.net/10447/699979
Abstract
A partire dallo sbarco degli anglo-americani del luglio 1943 si aprì per la Sicilia una fase molto complessa da un punto di vista della gestione dell’ordine pubblico. Nell’isola infatti si verificò una notevole recrudescenza di banditismo e mafia, dovuta non soltanto alla situazione di disordine creatasi, ma anche al pressoché totale collasso delle istituzioni statali. L’intervento si propone di ragionare su come fu inizialmente gestita dal Governo Militare Alleato e, a partire dal febbraio 1944, da quello italiano. Fin da subito gli Alleati, per cercare di venire a capo dell’emergenza in tempi rapidi, su pressione delle autorità di polizia locali finirono per utilizzare tutta una strumentazione che si poneva in continuità con quella adoperata negli anni del regime fascista. Fu dunque creato un organismo interprovinciale sul modello di quelli operanti nell’isola nel corso degli anni Trenta. Inoltre furono rapidamente ripristinati tutta una serie di istituti che inizialmente si era pensato di abolire, come il confino di polizia. Infine si impiegò lo stesso personale, mettendo in atto un’operazione di ricambio molto moderata, complice anche la scelta di basarsi sul modello amministrativo dell’indirect rule. Tutti questi elementi influenzarono notevolmente le successive scelte operate dal governo italiano dopo la restituzione dell’isola nel febbraio 1944 e le conseguenze si sarebbero fatte sentire quanto meno per tutta la seconda metà degli anni Quaranta.
