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GIUSEPPA CAPPUCCIO

Il Formative Assessment Design Cycle: uno studio esplorativo per i futuri educatori della prima Infanzia dell’Università di Palermo

Abstract

Il contributo presenta gli esiti di uno studio esplorativo finalizzato ad analizzare l’implementazione della prima fase del Formative Assessment Design Cycle (FADC) nella formazione universitaria dei futuri educatori della prima infanzia. La valutazione formativa si configura come un processo continuo, partecipativo e dialogico, orientato alla regolazione dell’azione didattica e al miglioramento dell’apprendimento (Black e Wiliam, 1998). In tale prospettiva, lo sviluppo di una solida competenza docimologica costituisce una componente essenziale della professionalità educativa, poiché consente di progettare, condurre e interpretare consapevolmente le pratiche valutative. Il modello elaborato da Furtak e Heredia (2014) propone un percorso ciclico e riflessivo volto a sostenere educatori e docenti nella progettazione e nell’impiego di strategie di valutazione formativa. Lo studio è stato realizzato nell’anno accademico 2024/2025 presso l’Università degli Studi di Palermo e ha coinvolto 49 studenti del terzo anno del corso di Progettazione, documentazione e valutazione. L’intervento si è concentrato sulla fase denominata Explore Student Ideas, finalizzata alla comprensione delle conoscenze pregresse, delle rappresentazioni e delle esperienze dei bambini. Il percorso ha previsto la selezione di un’attività educativa, l’assunzione della prospettiva di un bambino di età compresa tra uno e tre anni, la produzione di una pagina di diario in forma narrativa o dialogica e una successiva sessione plenaria di confronto e riflessione tra pari. Tale impostazione risulta coerente con una concezione della valutazione formativa fondata sulla progettazione intenzionale delle attività, sulla formulazione di domande aperte e sull’elaborazione di feedback costruttivi (Furtak et al., 2016). I risultati evidenziano un rafforzamento della consapevolezza valutativa dei partecipanti, una maggiore capacità di interpretare le idee e le esperienze dei bambini e un miglioramento nella formulazione delle domande e dei feedback. È stata inoltre rilevata una crescente attenzione alla progettazione di attività formative coerenti con i bisogni emersi, insieme all’attivazione di dinamiche collaborative e di processi di apprendimento tra pari. Sono tuttavia emerse alcune criticità relative alla conoscenza teorica delle fasi del modello e alla capacità di trasferire le competenze acquisite nei contesti educativi. I risultati suggeriscono pertanto l’opportunità di integrare il FADC nei percorsi universitari attraverso interventi formativi strutturati e iterativi, capaci di promuovere una connessione sistematica tra elaborazione teorica, pratica educativa e riflessione professionale.