Danilo Dolci, critico del diritto
- Autori: Bartoli, C.
- Anno di pubblicazione: 2026
- Tipologia: Articolo in rivista
- OA Link: http://hdl.handle.net/10447/708943
Abstract
Danilo Dolci è celebre per aver praticato la disobbedienza civile non violenta. Ma si è semplicemente sottratto ad alcune norme dell’ordinamento giuridico in nome di una giustizia più alta, o ha anche avanzato una critica al diritto come dispositivo sociale? La tesi che si propone in questo scritto è che Dolci abbia maturato una teoria critica del diritto e dello Stato, sebbene non sistematica. Tale riflessione costituisce un tassello all’interno di una più ampia analisi della realtà e delle sue linee di forza che con i paria del tempo intendeva ripensare. Dalle sue prime inchieste, nei lavori saggistici e di poesia, nel corso della sua lunga pratica politico-educativa emerge il proposito di superare la struttura improntata al dominio che informerebbe il diritto di matrice statale pur nelle sue forme eticamente più avanzate. L’alternativa proposta è un «coorganismo popolare» che risponda alla struttura della maieutica reciproca. In conclusione, vengono brevemente riportati alcuni esperimenti di critica del diritto applicata, ispirati all’opera di Dolci come tentativi di riattualizzazione della sua eredità .
