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CLELIA BARTOLI

Per un’accademia umile: l’esperienza di scrittura partecipati-va di una legge quadro sulle dipendenze

Abstract

La didattica universitaria prevalente, in particolar modo nei dipartimenti di Giurisprudenza, aderisce all’impianto trasmis-sivo. La burocrazia, i calendari e l’architettura degli edifici presuppongono un tale approccio. Perfino la cosiddetta didat-tica innovativa, in particolare quella che adotta le tecnologie più avanzate, serve spesso a rendere più efficiente i «depositi» di conoscenza (secondo la terminologia di Freire), senza met-tere in discussione il modello di potere, così intimamente connesso all'autorità del sapere, come Foucault, Bourdieu, Passeron, e molte altre voci critiche hanno mostrato. «Accademia umile» è una forma di insegnamento che intende sperimentare un modello di educazione coerente con una let-tura critica del ruolo dell’università. A dispetto della pretesa, contenuto già nel nome, di detenere un sapere universale, tota-le e valido per tutti, tale prassi educativa rinuncia all’idea di monopolio e autosufficienza. Insegna quindi ad apprendere sempre, ovunque e da chiunque, in particolare da coloro che sono in una posizione di marginalità. Si ritiene infatti che lo sguardo dalla periferia debba integrare quello panoptico che muove dal centro. Ad esempio, nel caso del diritto: lo sguardo del giudice, del legislatore, del cittadino modello dovrebbero incontrare quello del «bandito», nel senso di Danilo Dolci, di chi si trova fuori dalla legge in quanto escluso dalla società. Il metodo dell’«accademia umile» consiste di tre fasi: la co-munità educate, la prova autentica e il saggio riflessivo. Le sue articolazioni verranno presentate attraverso un'esperienza di scrittura partecipata di un progetto di legge sulle dipendenze coordinata da Clelia Bartoli. Il testo è stato redatto dagli stu-denti di Giurisprudenza e da una variegata comunità educante di persone competenti nel senso classico e in quanto cono-scevano il problema sulla loro pelle. Il disegno di legge-quadro Dalla dipendenza all’interdipendenza è stato presentato all’Assemblea Regionale Siciliana e approvato all’unanimità il 25 settembre 2024. È considerato uno dei testi normativi più innovativi in Italia in materia di dipendenze, grazie alla sua natura interdisciplinare, sistemica e il processo di ideazione dal basso.