Il lamento di Costantinopoli nel libro I dell’«Alfonseis» di Matteo Zuppardo
- Autori: Bisanti, A.
- Anno di pubblicazione: 2026
- Tipologia: Articolo in rivista
- OA Link: http://hdl.handle.net/10447/697168
Abstract
Dopo una presentazione generale dell’autore e della sua opera, il saggio si concentra sull’esame del lamento che la personificazione allegorica di Costantinopoli (recentemente conquistata dai Turchi di Maometto II nel 1453) pronuncia apparendo in sogno ad Alfonso il Magnanimo, nel libro I dell’«Alfonseis» (vv. 19-83), poema epico-storico ed encomiastico composto tra il 1455 e il 1457 dal notaio e umanista siciliano Matteo Zuppardo. L’analisi, in particolare, si appunta sulle suggestioni letterarie presenti nel passo in questione (tratte principalmente da Virgilio, Ovidio e Stazio, ma anche dalla Bibbia e dai poeti cristiani), e sui rapporti con la tradizione tardoantica e medievale del "planctus" e delle "laudes civitatum". Adeguata attenzione è inoltre dedicata agli aspetti stilistici, retorici e metrici.
