Varietà di lingua nel diario di una illetterata
- Autori: Amenta, L.
- Anno di pubblicazione: 2024
- Tipologia: Capitolo o Saggio
- OA Link: http://hdl.handle.net/10447/646675
Abstract
Il contributo che si propone ha per oggetto un’analisi di un inedito “Diario autobiografico, familiare e di vita contadina” redatto a partire dal 2007 sino al 2019 da una scrivente siciliana, Carolina Drago, al fine di porre nuovamente l’attenzione sulla validità euristica per la realtà linguistica contemporanea di etichette come “italiano popolare” (cfr. De Mauro, 1970; Cortelazzo, 1972) e “italiano dei semicolti” (Bruni, 1978), soprattutto quest’ultima usata in prima istanza per altri contesti interpretativi (cfr. De Caprio, 2019).In particolare, ci si chiede in che misura possa essere significativa l’analisi di queste produzioni in termini di deviazione dalla norma e quanto piuttosto non vadano lette nei termini di una ridefinizione degli usi che, soprattutto a livello sintattico-testuale, nell’organizzazione della gerarchizzazione delle unità informative e sul piano logico-argomentativo, rendono questi scritti non dissimili da altre produzioni scritte contemporanee, quali ad esempio le scritture di giovani con un alto livello di istruzione (cfr. Fresu, 2014).
