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SANTA GIUSEPPINA TUMMINELLI

Il referendum dell’8 e 9 giugno 2025: un’occasione mancata?

Abstract

Come emerge dai risultati delle elezioni degli ultimi anni, la sfiducia nei confronti delle istituzioni è un dato in incremento. Nonostante ciò, è necessario fare una distinzione tra il rapporto che i cittadini hanno con i partiti politici e la loro adesione ai processi referendari. Il referendum rappresenta, infatti, una modalità di esercizio della democrazia diretta, differente dalla democrazia partecipativa. Il referendum rappresenta, infatti, una modalità di esercizio della democrazia diretta, differente dalla democrazia partecipativa. Esso si configura come un dispositivo di mobilitazione collettiva incentrato sull’espressione del consenso o del dissenso rispetto a una tematica specifica, che potrebbe essere oggetto di rilevanza pubblica e mediatica, ma che non è detto si inserisca necessariamente nei circuiti quotidiani di partecipazione politica (Raniolo 2024; De Nardis 2013; Ekman, Amnä 2012; Segatori 2012; Costabile, Fantozzi, Turi 2006; Pizzorno 1966), messa in atto dai cittadini. Diverse sono le questioni che possono essere individuate. L’8 e il 9 giugno 2025, gli italiani sono stati chiamati a esprimere il loro parere su 5 quesiti referendari. Obiettivo del presente capitolo sarà di offrire spunti di riflessione per futuri approfondimenti sui risultati registrati.