Il museo e lo sguardo che spiega il mondo
- Autori: Tuzzolino, G.F.
- Anno di pubblicazione: 2025
- Tipologia: Articolo in rivista
- OA Link: http://hdl.handle.net/10447/698604
Abstract
Come custode della memoria e cura della terra, come articolazione di forme che si adagiano sulla morfologia in divenire e ne raccontano le complesse stratificazioni, il Museo Archeologico Regionale “Pietro Griffo” di Agrigento è una tra le più importanti opere di architettura della città dei Templi e del suo contesto territoriale. È, soprattutto, il risultato di un colto esercizio intellettuale sullo spazio e sul tempo: spazio necessario a ristabilire un’appartenenza ai luoghi della storia; tempo assunto come materiale con cui intessere nuovi significati per il presente. Un esercizio condotto secondo un’ermeneutica che fa corrispondere efficacemente la costruzione dello spazio architettonico alla logica dell’invenzione archeologica. Architettura e archeologia non più intese come due ambiti separati e distinti, ma convergenti verso un’unica prospettiva che, a ritroso nel tempo, ricollega l’uomo ad altre epoche, anche antichissime.
