Misurare il paesaggio. Uno spazio interno per Santa Chiara
- Autori: Ganazzoli, A.; Margagliotta, A.; Margagliotta, L.S.; Richiusa, E.; Russo, A.; Tuzzolino, G.F.
- Anno di pubblicazione: 2024
- Tipologia: Capitolo o Saggio
- OA Link: http://hdl.handle.net/10447/698423
Abstract
Esistono dei luoghi sulla terra caratterizzati da un assetto morfologico complesso, che tengono insieme molteplici fattori di carattere naturale ed antropico, definendo un paesaggio, fisico e culturale di straordinaria ricchezza e diversificate qualità materiali ed immateriali. Alcune caratteristiche, peculiari soltanto di alcuni territori, unitamente all’opera dell’ingegno dell’uomo, ne hanno determinato la fortuna nell’avvicendamento delle epopee storiche – si faccia riferimento a rocche, promontori, avvallamenti, insenature, gole, golfi, argini; presso i quali sono stati erti castelli, fortificazioni, insediamenti, villaggi, bastioni, porti, empori, luoghi sacri, acropoli, od intere città . Altri luoghi, modificati per mano dell’uomo a scopo anche non abitativo, costituiscono un corollario di segni attorno alle città che definiscono un prezioso corpus testimoniale del suo passaggio e della sua permanenza nei luoghi, nonché delle questioni sociali, economiche, antropologiche, artistiche e architettoniche ad essi collegate. È questo il caso delle cave e dei sistemi di estrazione e coltivazione di risorse minerarie che, specialmente nel territorio pugliese, costituiscono testimonianze tangibili di un passato storico che rivela nel presente tracce dei principi insediativi, della fondazione e della trasformazione delle città e del paesaggio, ribadendo quanto la coltivazione del materiale lapideo sia strettamente connessa con la vita, l’accrescimento e la trasformazione della città e degli apparati urbani, e si corrisponda con essa attraverso le medesime dicotomie che correlano pieno e vuoto, interno ed esterno, materia e forma, positivo e negativo. Pertanto, non è complesso ascrivere i paesaggi di cava al sistema del Patrimonio.
