Coltivazione domestica di quindici piantine di canapa indica: un ritorno al criterio della idoneità potenziale della pianta a produrre sostanza drogante?
- Autori: Serraino, F.
- Anno di pubblicazione: 2025
- Tipologia: Nota a sentenza
- OA Link: http://hdl.handle.net/10447/699324
Abstract
La Cassazione torna a pronunciarsi sulla questione della rilevanza penale della coltivazione non autorizzata di piante dalle quali sono estraibili sostanze stupefacenti, ritenendo il reato configurabile nell’ipotesi di messa a coltura di quindici piantine di canapa indica rinvenute nell’abitazione dell’imputato. La sentenza si segnala all’attenzione poiché, nel dichiarare di aderire ai principi espressi dalle Sezioni Unite nella sentenza “Caruso” del 2020, in realtà conferma la condanna emessa in appello applicando al caso oggetto di giudizio il criterio accolto dall’orientamento più rigoroso, che considera quali presupposti essenziali del reato di coltivazione di stupefacenti la conformità della pianta al tipo botanico vietato e la sua attitudine, anche per le modalità di coltivazione, a giungere a maturazione e a produrre sostanza con capacità drogante
