Fare la cosa giusta in architettura e la paura degli spigoli
- Autori: Sciascia, A.
- Anno di pubblicazione: 2025
- Tipologia: Capitolo o Saggio
- OA Link: http://hdl.handle.net/10447/702764
Abstract
Se una delle rotte per il contenimento del riscaldamento globale coincide con l’aumento della vegetazione, tale possibilità, in città o nelle parti periurbane, deve essere pensata tenendo presenti gli obiettivi e gli effetti di un progetto di architettura. Ritorna l’indirizzo dato da Giuseppe Samonà nella sua lezione, poi rieditata come articolo, intitolato La città in estensione31. Gli esiti prodotti dal confronto progettuale – scaturiti dal lavoro coordinato da Luciana Macaluso – dimostrano in che modo architettura e vegetazione possano interagire positivamente per il futuro della città. In questa azione comune, “foglie” e “spigoli” cooperano reciprocamente e il Monte Grifone diventa il luogo di una possibile nuova relazione tra città e geografia. In tale rapporto quello che cambia in modo radicale è la certezza che esistano nuovi itinerari di ricerca per la transizione ecologica e molti di questi sono lontani dall’utilizzare i prodotti forniti dal progresso tecnologico. Questi, con una certa frequenza, hanno generato le patologie che si desidera curare, risolvere e far dimenticare.
