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MARCO ANTONIO PIRRONE

LE TANTE EPIFANIE DELLA RAZZA. L’eugenica nell’America di Donald Trump e il razzismo come rapporto sociale

Abstract

Le tante epifanie della razza indaga la riemersione contemporanea del pensiero razziale nel XXI secolo, concentrandosi in particolare sugli Stati Uniti sotto Donald Trump e sulla costellazione ideologica che collega neoliberismo, tecnocrazia, pronatalismo e neo-eugenetica. Sebbene la razza biologica sia stata da tempo screditata dalla genetica e dalla teoria sociale, il libro sostiene che la razza non sia scomparsa; al contrario, si è trasformata ed è riemersa in forme nuove e più sofisticate. Attraverso un’analisi genealogica, il volume ricostruisce la continuità storica tra il razzismo coloniale, l’eugenetica scientifica e la contemporanea “race science”, mostrando come l’ideologia neoliberale trasformi le disuguaglianze sociali in presunte differenze naturali e genetiche. Basandosi su recenti inchieste (tra cui quelle di HOPE not hate e di media internazionali), il libro mette in luce le reti che collegano intellettuali dell’estrema destra, imprenditori della Silicon Valley e fondazioni pseudoscientifiche impegnate a legittimare gerarchie razziali sotto il velo della meritocrazia, della ricerca sull’intelligenza e del progresso tecnologico. La razza, sostiene il volume, non funziona come un relitto del passato, ma come un attivo rapporto sociale di dominio: uno strumento per organizzare gerarchie del lavoro, naturalizzare le disuguaglianze e governare le popolazioni all’interno del capitalismo globale. Tanto nella sua forma tecno-eugenetica statunitense quanto nella sua variante xenofoba europea, il razzismo contemporaneo opera come meccanismo strutturale che legittima esclusione, sfruttamento e produzione di vite considerate sacrificabili. Ricostruendo la genealogia dell’ideologia razziale e smascherandone le trasformazioni moderne, il volume si propone non solo di interpretare la persistenza del razzismo, ma anche di fornire strumenti critici per contrastarne la rinnovata normalizzazione nel discorso pubblico, accademico e politico.