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VALERIA MAGGIORE

CICLO DI SEMINARI "Il tempo dell’Antropocene. Nuove narrazioni dell’essere umano e dell’ambiente"

15-apr-2026

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locandina ciclo di seminari
locandina ciclo di seminari

Il ciclo di seminari “Il tempo dell’Antropocene. Nuove narrazioni dell’essere umano e dell’ambiente” si svolgerà dal 21 aprile al 26 maggio 2026 presso il Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Palermo, nelle aule B e A1. Gli incontri avranno luogo prevalentemente dalle ore 14.00 alle 16.00 (con il primo appuntamento il 21 aprile dalle 14.00 alle 17.00) e offriranno prospettive umanistiche sulle temporalità ecologiche e sulle sfide del presente, attraverso contributi interdisciplinari dedicati al rapporto tra tempo, ambiente e cultura nell’epoca dell’Antropocene. Il ciclo di seminari si inserisce nel progetto di ricerca TimeCLASH – Temporalità in collisione. Culture, letteratura, scienza e storia dall’origine dell’ecologia all’Antropocene, finanziato con Fondi di Ateneo nell’ambito del Bando EUROSTART 2025 (D.R. 5958/2025).


 

DESCRIZIONE DETTAGLIATA: 

Il ciclo di seminari Il tempo dell’Antropocene si inserisce nel quadro del progetto TimeCLASH – Temporalità in collisione. Culture, letteratura, scienza e storia dall’origine dell’ecologia all’Antropocene, finanziato nell’ambito del bando EUROSTART 2025, e ne sviluppa in chiave pubblica e interdisciplinare alcune delle principali linee di ricerca.

Muovendo dall’arco storico individuato dal progetto (1866–1962), cruciale per la formazione del pensiero ecologico moderno, il ciclo intende interrogare le genealogie culturali, filosofiche e artistiche attraverso cui si è progressivamente configurata una nuova consapevolezza delle temporalità plurali del vivente e della Terra. È in questo periodo infatti – che va dalla nascita dell’ecologia scientifica alle prime svolte ecopolitiche globali – che, tra ecologia scientifica, arti, letteratura e filosofia, emergono categorie come durata, metamorfosi, stratificazione e ritmo, capaci di mettere in crisi la concezione lineare e omogenea del tempo moderno.

Allo stesso tempo, il ciclo si propone di estendere questa indagine genealogica alla contemporaneità, esplorando come tali tensioni temporali si manifestino oggi nelle pratiche culturali, nei linguaggi artistici e nei nuovi paradigmi teorici. Parlare di “oltre” l’Antropocene non significa immaginare un semplice “dopo”, ma piuttosto abitare il campo di tensione tra diversi regimi del tempo — storico, biologico, geologico, tecnologico — che la crisi ecologica rende simultaneamente visibili e conflittuali.

In questa prospettiva, l’Antropocene non è soltanto una categoria scientifica o politico-culturale, ma il nome di una trasformazione più radicale che investe le categorie fondamentali del pensiero occidentale: la centralità dell’umano, la separazione tra natura e cultura, il rapporto tra soggetto e oggetto, il ruolo della tecnica e delle immagini, il senso stesso di ciò che chiamiamo mondo. Interrogare l’Antropocene significa dunque interrogare le forme attraverso cui il tempo viene percepito, narrato e reso sensibile, nonché comprendere come l’umano si trovi oggi esposto a temporalità che eccedono la sua misura.

La prospettiva adottata è quella di un umanesimo in trasformazione, capace di ripensare sé stesso a partire dai propri limiti temporali, percettivi e ontologici. Se la crisi climatica e tecnologica ha messo in discussione la misura umana delle cose, in particolare la linearità e l’omogeneità del tempo moderno, le scienze dello spirito — nelle loro molteplici forme di espressione, dal linguaggio al racconto, dalla memoria storica alla rappresentazione artistica — possono tornare a svolgere un ruolo decisivo: non come deposito del passato, ma come laboratorio critico per elaborare nuove forme di coesistenza, nuovi lessici e nuove sensibilità.

Il ciclo di seminari intende quindi articolarsi lungo alcune direttrici tematiche principali:

  • Genealogie del pensiero ecologico (1866–1962): filosofia, scienze della vita, arti e letteratura tra Europa e nascita dell’ecologia;
  • Temporalità ecologiche e crisi del tempo moderno: durata, deep time, accelerazione, catastrofe;
  • Paesaggio e percezione: trasformazioni dell’esperienza estetica dell’ambiente tra modernità e contemporaneità;
  • Svolta ontologica e nuovi materialismi: ripensare le relazioni tra umano e non-umano, tra vivente e inanimato;
  • Cinema, arti visive e media: rappresentazioni del tempo della Terra, dell’estinzione e della crisi climatica;
  • Narrazioni contemporanee dell’ambiente: letteratura, ecocritica, pratiche artistiche e immaginari ecologici.

In questa prospettiva, l’umano non appare più come il protagonista isolato di una storia lineare, ma come uno dei nodi di una rete di relazioni temporali e materiali che includono viventi, materia, tecnologie e immagini. Il mondo emerge così come una trama complessa di ritmi e durate eterogenee, in cui si ridefiniscono le possibilità stesse del pensiero e della rappresentazione.

Il tempo dell’Antropocene si configura dunque come uno spazio di confronto interdisciplinare in cui filosofia, letteratura, arti, studi visuali e scienze umane possano interrogare insieme le trasformazioni della temporalità nell’età della crisi ecologica. Le domande che guidano il ciclo — in continuità con quelle del progetto TimeCLASH — sono al tempo stesso teoriche e urgenti:

  • come rappresentare un mondo che eccede il tempo umano?
  • come ripensare l’umano quando la sua centralità vacilla?
  • quali forme narrative, estetiche e percettive possono rendere sensibile la complessità temporale dell’Antropocene?


CALENDARIO DEGLI INCONTRI

Primo incontro: 21 aprile 2026

Ore 14.00-17.00 – Aula B

Eterocronia. Ernst Haeckel e l’invenzione morfologica del tempo ecologico

Dott.ssa Valeria Maggiore

 

Secondo incontro: 23 aprile 2026

14.00-16.00 – Aula B

Vertigine. Le ultime novelle di Pirandello: la precipitazione dell’umano nel tempo profondo

Prof.ssa Claudia Carmina

 

Terzo incontro: 27 aprile 2026

Ore 14.00-16.00 – Aula A1

Sfasamento percettivo. L’instabilità temporale da Allan Kaprow ad Alison Knowles, da Nancy Holt a Dan Graham: L’accadimento come pratica di scoperta della sensibilità ambientale

Prof. Diego Mantoan

 

Quarto incontro: 30 aprile 2026

14.00-16.00 – Aula A1

Disallineamento. La relazione tra natura e storia in O. Spengler

Prof. Santi Di Bella

 

Quinto incontro: 04 maggio 2026

Ore 14.00-16.00 – Aula A1

Stereometria. W.G. Sebald tra natura, storia, riparazione

Prof. Salvatore Tedesco

 

Sesto incontro: 05 maggio 2026

Ore 14.00-16.00 – Aula A1

Emergenza. Humboldt, Weizsäcker e la percezione estetica del tempo ecologico

Dott. Enrico Comes

 

Settimo incontro: 12 maggio 2026

Ore 14.00-16.00 – Aula A1

Rotture. Tempi in frantumi

Dott. Chiara Li Mandri

 

Ottavo incontro: 18 maggio 2026

Ore 14.00-16.00 – Aula A1

Metamorfosi. Sfide e riflessioni sul paesaggio sonoro tra passato e Antropocene

Dott.ssa Ilaria Grippaudo

 

Nono incontro: 19 maggio 2026

Ore 14.00-16.00 – Aula A1

Tempo profondo. Empedocle al cinema. Materia, tempo, visione

Prof. Rino Schembri

 

Decimo incontro: 25 maggio 2026

Ore 14.00-16.00 – Aula A1

Frattura. Decolonizzare l’Antropocene: razzializzazione, colonialità e migrazioni climatiche

Prof.ssa Chiara Giubilaro

 

Undicesimo incontro: 26 maggio 2026

Ore 14.00-16.00 – Aula A1

Ciclicità. Il tempo che ritorna: ritmo, ciclo e memoria nelle culture di mentalità orale

Prof. Sergio Bonanzinga