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ROSA MARCHESE

Verecundia. Un’emozione “buona” per la vita sociale e quella personale

Abstract

La lettera a Lucilio 11 di Seneca propone alla nostra attenzio- ne il “copione”, lo script del nesso vergogna/rispetto espresso nel comportamento improntato a verecundia, e Seneca, da filosofo stoico che vive nella Roma imperiale, lo inquadra normativa- mente nella costruzione della moralità. Individuando uno stru- mento formidabile per la formazione dell’identità personale nel confronto reale e simbolico tra soggetti, Seneca formula l’impor- tanza regolativa della mutua osservazione. Il “timore del biasimo non ingiusto” svolge così un ruolo centrale nella costruzione di comportamenti improntati a standard morali condivisi, e nello stesso tempo contribuisce alla formazione di dinamiche di rispet- to che, pur essendo ancora profondamente ancorato, nella realtà di Roma antica, alla comunità di riferimento, può promuovere il valore in sé della condizione umana. Un’emozione sociale, una “buona” emozione.