A dramatic coming-of-age narrative: l’adolescenza tra autobiografia e teatro shakespeariano in No Boys Play Here di Sally Bayley
- Autori: Maio, E.
- Anno di pubblicazione: 2026
- Tipologia: Contributo in atti di convegno pubblicato in volume
- OA Link: http://hdl.handle.net/10447/703985
Abstract
Il presente contributo analizza No Boys Play Here: A Story of Shakespeare and My Family’s Missing Men (2021), secondo volume della trilogia auto/biografica dell’autrice britannica Sally Bayley, come caso paradigmatico dell’intreccio tra Bildungsroman e pratiche di life-writing da cui emergono forme narrative ibride collocate nello spazio di intersezione tra autobiografia e finzione. A partire da questo testo, il saggio indaga la progressiva ridefinizione del paradigma formativo nella narrativa contemporanea, mettendo in luce come la struttura lineare e teleologica del romanzo di formazione venga sempre più frequentemente problematizzata a favore di una rappresentazione dell’adolescenza segnata da instabilità identitaria, fratture e tensioni irrisolte. Il saggio mostra come Bayley rielabori la propria esperienza adolescenziale attraverso un originale confronto con il teatro shakespeariano, intrecciando la dimensione autobiografica con drammi quali A Midsummer Night’s Dream, The Merchant of Venice e Henry IV. L'opera è analizzata come esempio di ibridazione testuale che rilegge l’età chiave della formazione attraverso il filtro drammatico, per mezzo di una peculiare sovrapposizione tra vicende personali e macrotesto shakespeariano, permettendo alla protagonista di rappresentare il proprio dramma – e quello delle persone a lei legate – attraverso l’identificazione con diverse dramatis personae, contribuendo così a ridefinire le modalità contemporanee di rappresentazione dell’esperienza formativa.
