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ANTONINO MARGAGLIOTTA

Forme sperimentali di erogazione didattica intensiva: il Laboratorio WeDARCH

  • Autori: Sciascia, A.; De Marco, P.; Di Benedetto, G.; Giunta, S.; Guarrera, F.; Leone, M.; Macaluso, L.; Margagliotta, A.; Marsala, G.; Mei, P.
  • Anno di pubblicazione: 2025
  • Tipologia: Capitolo o Saggio
  • OA Link: http://hdl.handle.net/10447/702755

Abstract

Il Laboratorio WeDARCH rappresenta una esperienza sperimentale di didattica intensiva immaginata come alternativa alla forma tradizionale del Laboratorio di Progettazione Architettonica e Urbana erogato secondo il modello previsto Decreto Ministeriale del 24 febbraio 1993. Come luogo per la sperimentazione è stato scelto la Città Universitaria di Palermo, un’area estesa, attraversata da un sistema vegetale profondo, che dalla periferia esterna penetra sino al bordo del centro storico, e serrata da quartieri fortemente urbanizzati. Enclave recintata, essa si presenta come un’“isola” senza troppe relazioni con la città circostante. L’origine di tale condizione è dovuta alla adesione al modello dei campus intesi come sistemi chiusi ed autosufficienti; alla sua collocazione in un’area originariamente esterna alla città, e oggi raggiunta dalla urbanizzazione di fine Novecento; da una sottovalutazione del ruolo delle infrastrutture nella vita di questi sistemi insediativi, che ha d’altra parte caratterizzato le scelte di politica urbana palermitana degli ultimi cinquanta anni. Tra gli obiettivi posti alla base delle attività progettuali del Laboratorio WeDARCH vi sono stati lo studio di due aspetti generali: uno di carattere urbano e delle connessioni tra campus e città; l’altro legato al funzionamento interno della cittadella, ai suoi spazi aperti e di comunità, alla sua mobilità interna e alla possibilità di introdurre funzioni nuove sia per la didattica che per la vita sociale della comunità. I progetti pertanto hanno espresso l’intenzione di incrementare il grado di porosità della città universitaria lavorando su un articolato sistema di relazioni trasversali. Ci si è posto l’obbiettivo di definire i suoi bordi, in cui il campus si interfaccia coi quartieri urbani residenziali circostanti e con le mura occidentali della città storica; di implementare il ruolo del sistema vegetale continuo di Parco Cassarà-Fossa della Garofala- Giardino d’Orleans; di rafforzare le relazioni a distanza con il sistema dei vicini ospedali Civico e Policlinico, nonché con la valle dell’Oreto. La riduzione della mobilità carrabile e dei suoli artificiali, l’implementazione delle materie vegetali e il disegno di giardini e l’introduzione di funzioni di servizi aggiuntive a quelle della formazione, hanno trovato nella progettazione di aule-agorà all’aperto il focus con cui declinare il tema della didattica en plen air e l’utilizzo pubblico e collettivo dello spazio aperto anche per attività culturali e del tempo libero. Infine, l’obiettivo di coinvolgere gli studenti nella progettazione degli spazi e dei luoghi da essi abitati quotidianamente ha generato un interessante, quanto autentico, processo di partecipazione degli utenti alla costruzione di un programma d’uso di questi luoghi. L’istituzione di una commissione istruttoria → 1 durante la fase di preparazione, composta da ricercatori afferenti a diversi ambiti disciplinari, ha offerto l’opportunità di immaginare il WeDARCH in chiave interdisciplinare, in cui le varie discipline fondamentali alla formazione della figura dell’architetto – dalla Progettazione Architettonica, alla Progettazione Urbanistica, alla Storia, alla Tecnologia e al Restauro – hanno concorso alla definizione delle strategie generali di intervento entro cui agire la sperimentazione progettuale. Ciò si è realizzato istituendo lezioni e seminari finalizzati ad approfondire differenti aspetti tematici, con lo scopo di incrementare il confronto tra i discenti e i docenti, consegnando alle differenti discipline un ruolo attivo nella costruzione della sperimentazione intensiva.