L’introduzione al progetto: l’esperienza di IncipitLab
- Autori: Sciascia, A.; Di Benedetto, G.; Margagliotta, A.; Marsala, G.
- Anno di pubblicazione: 2025
- Tipologia: Capitolo o Saggio
- OA Link: http://hdl.handle.net/10447/702753
Abstract
L’esigenza di dare vita a IncipitLab – coordinamento dei Laboratori di Progettazione Architettonica di primo anno dei corsi di studio triennali, magistrali, magistrali a ciclo unico in Architettura, triennali e/o magistrali in Ingegneria edile-Architettura – scaturisce da una serie di esperienze didattiche maturate in questa specifica annualità su cui era opportuno tornare a riflettere. Tale necessità nasceva dall’aver constatato modalità di insegnamento in grado di poter generare uno smarrimento nell’atto fondativo della formazione in Architettura. Da che cosa era generata tale condizione? Ad esempio, nell’avere riscontrato in laboratori paralleli approcci opposti sui fondamenti della didattica della Composizione Architettonica e Urbana che trovavano espressione, senza alcun vero ragionamento di base, in scritture architettoniche che ricorrevano al disegno manuale o a quello digitale. A partire da queste considerazioni Andrea Sciascia con Giuseppe Di Benedetto, Antonino Margagliotta e Giuseppe Marsala hanno dato vita a un coordinamento orizzontale nei corsi di studio del Dipartimento di Architettura di Palermo. La necessità condivisa di ragionare sui metodi della pedagogia del progetto di architettura, nell’anno di ingresso degli studenti all’interno di questo corpus disciplinare, ha coinvolto ben presto la comunità nazionale e internazionale, dando vita a una rete di 23 università italiane e 3 università straniere. L’opportunità di confrontare metodi e obiettivi, ma soprattutto la volontà di dare vita a percorsi didattici condivisi, si è articolata in una serie di convegni e ha istituito alcune pratiche comuni, adottate dalle scuole aderenti alla rete. Tra queste vi sono state la condivisione del tema degli esercizi di progetto e dei siti delle sperimentazioni progettuali; nonché la scelta del disegno manuale e dei plastici in cartoncino, come strumenti specifici della esplorazione e rappresentazione degli esercizi di progetto. La misurabilità delle pratiche laboratoriali, a partire da questi assunti comuni, pur nella autonomia di ciascuna sede, ha reso questa sperimentazione confrontabile sia nei metodi che negli esiti; e ha costituito, a partire dal 2016, un momento centrale di riflessione sulla didattica del progetto di architettura nelle scuole italiane, riaggiornandone le tradizioni specifiche e trasformandone collettivamente i modi e le forme della sua erogazione.
