RIGENERAZIONE URBANA PER OSMOSI. Sperimentazione e modellizzazione dell’impatto socio-culturale degli spazi ibridi
- Autori: Galluzzo, L.; Di Dio, S.; Borin, A.; La Scala, P.; Manciaracina, A.; Cinelli, E.
- Anno di pubblicazione: 2025
- Tipologia: Abstract in atti di convegno pubblicato in volume
- OA Link: http://hdl.handle.net/10447/697180
Abstract
Il ruolo del rigeneratore urbano o placemaker (Granata, 2021) assume un’importanza crescente nella ridefinizione degli spazi urbani secondo un modello orizzontale, inclusivo e partecipativo. Questo approccio si contrappone al modello tradizionale, caratterizzato da una governance verticale e da una regolamentazione urbanistica che ha limitato il protagonismo delle comunità locali. Un aspetto centrale dei processi di innovazione sociale applicati alla rigenerazione urbana è la riattivazione di spazi ibridi, luoghi strategici per la sperimentazione di pratiche collaborative e per la costruzione di reti territoriali. Esempi significativi di questi spazi includono fablab, case di quartiere, spazi di coworking e culturali, i quali operano come dispositivi di welfare trasformativo, redistribuendo valore su più livelli territoriali offrendo opportunità di partecipazione e co-progettazione. In particolare, il loro posizionamento nel tessuto urbano risulta determinante, poiché consente di connettere risorse e attori locali, facilitando l’integrazione tra dimensioni micro e macro della rigenerazione urbana. La rigenerazione urbana non può essere intesa esclusivamente come intervento tecnico, ma va riconosciuta come un processo sociale complesso. Manzini (2015) definisce il design per l’innovazione sociale come un insieme di pratiche capaci di attivare, sostenere e orientare il cambiamento verso modelli urbani più sostenibili. L’innovazione sociale territoriale si fonda sulla capacità di creare coalizioni e partenariati diversificati, connettendo risorse esterne e valorizzando specificità locali. Il progetto di ricerca-azione OSMOSI si configura, in questo quadro generale, come un esempio concreto di come la ricerca possa sostenere la rigenerazione urbana attraverso pratiche innovative, mirando a creare un impatto positivo e duraturo. La sua sperimentazione su scala locale, con focus su due territori specifici, non solo promuove l’inclusione sociale e lo sviluppo economico, ma rappresenta anche un’opportunità per riflettere sul potenziale trasformativo degli spazi ibridi come strumenti di cambiamento urbano e socio-politico. Questo contributo approfondisce le dinamiche di co-creazione e partecipazione che caratterizzano il processo di rigenerazione sistematica e plurale, esaminando come l’approccio di questo progetto possa orientare le politiche urbane e contribuire a una visione più inclusiva e sostenibile delle città future.
