“Gioielli come talismani” in Sicilia nelle fonti inglesi del primo Novecento
- Autori: Intorre, S.
- Anno di pubblicazione: 2025
- Tipologia: Contributo in atti di convegno pubblicato in volume
- OA Link: http://hdl.handle.net/10447/713043
Abstract
Il saggio esamina l'interesse della cultura anglosassone del primo Novecento per l'arte popolare siciliana, focalizzandosi sui gioielli apotropaici e sui talismani protettivi destinati all'infanzia. Lo studio mappa questo fenomeno attraverso due fondamentali fonti britanniche: Sidney J.A. Churchill ed Emily Nevill Jackson. Churchill, console inglese a Palermo e collezionista, curò nel 1913 il volume Peasant Art in Italy, evidenziando il profondo legame tra la superstizione e l'oreficeria popolare, documentato da manufatti in argento e corallo come le fasce battesimali e i sonagli. Nel 1926, la studiosa Emily Nevill Jackson pubblicò A student in Sicily, ampliando tali ricerche con una meticolosa catalogazione delle arti decorative dell'isola. L'autrice descrisse il valore terapeutico del corallo contro il malocchio e illustrò rare tipologie di amuleti, come la "cimaruta", le sirene e i cavalli marini, anticipando i futuri studi scientifici settoriali.
