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SERGIO INTORRE

“Gioielli come talismani” in Sicilia nelle fonti inglesi del primo Novecento

Abstract

Il saggio esamina l'interesse della cultura anglosassone del primo Novecento per l'arte popolare siciliana, focalizzandosi sui gioielli apotropaici e sui talismani protettivi destinati all'infanzia. Lo studio mappa questo fenomeno attraverso due fondamentali fonti britanniche: Sidney J.A. Churchill ed Emily Nevill Jackson. Churchill, console inglese a Palermo e collezionista, curò nel 1913 il volume Peasant Art in Italy, evidenziando il profondo legame tra la superstizione e l'oreficeria popolare, documentato da manufatti in argento e corallo come le fasce battesimali e i sonagli. Nel 1926, la studiosa Emily Nevill Jackson pubblicò A student in Sicily, ampliando tali ricerche con una meticolosa catalogazione delle arti decorative dell'isola. L'autrice descrisse il valore terapeutico del corallo contro il malocchio e illustrò rare tipologie di amuleti, come la "cimaruta", le sirene e i cavalli marini, anticipando i futuri studi scientifici settoriali.