Dalla Lupa al Bastardo: prospettive intertestuali e ricezione creativa di Verga in Silvana Grasso
- Autori: angelo campanella
- Anno di pubblicazione: 2024
- Tipologia: Articolo in rivista
- OA Link: http://hdl.handle.net/10447/629513
Abstract
Si propone un’analisi comparata di due testi: La Lupa di Giovanni Verga e Il bastardo di Mautàna di Silvana Grasso. Le due opere presentano analogie su più aspetti: nel sistema dei personaggi, che è possibile schematizzare mostrandone le dinamiche relazionali interne e le loro implicazioni nei sistemi di potere relativi alla Sicilia del latifondo, ma che è possibile anche distinguere in personaggi tragici e personaggi “orizzontali”; nei temi di fondo: la descrizione delle dinamiche di classe, di una sensualità femminile esibita come arma, una religiosità popolare che si sostanzia di superstizione. Il personaggio verghiano della Lupa nel romanzo della Grasso sembra sdoppiarsi in Stinca, definita «buttàna e assassina», e la Canaria dottora, donna sensuale, capace di curare meglio di un medico. Si propongono, inoltre, delle considerazioni sul piano sociolinguistico, con riferimento alle dinamiche di potere in relazione alla lingua, e su alcuni aspetti dello stile: la particolare configurazione dell’assetto ritmico e prosodico, il discorso indiretto libero, le proposizioni pseudo-causali e le pseudo-consecutive. Il confronto tra i due testi consente di individuare le dinamiche della riscrittura intertestuale e di circoscrivere l’uso dell’allusione come strumento narratologico utile a vivificare la tradizione letteraria.
