Salta al contenuto principale
Passa alla visualizzazione normale.

ANGELO CAMPANELLA

Sciascia e il metodo Savinio

Abstract

Si prende in esame il rapporto tra Sciascia e Savinio, del quale il primo fu lettore e promotore, soprattutto a partire dagli anni Settanta, quando curò la pubblicazione dei suoi scritti e fu oggetto delle polemiche sollevate da Edoardo Sanguineti. L’interesse di Sciascia per Savinio, a differenza di quanto potessero ritenere i critici dell’epoca, ancora troppo vincolati da ideologie politiche, era dettato da ragioni specificamente letterarie e di intelligenza. L’analisi critica degli interventi sciasciani sull’autore modernista, a partire dalle note alle edizioni degli scritti di Savinio curate per Sellerio e Bompiani fino all’ampio intervento del 1979, poi inserito in Cruciverba (1983), rendono trasparente l’attenzione dell’autore siciliano per alcuni temi del modernismo e ci consentono di individuare nelle sue opere anche un influsso della prosa di Savinio. L’argomentazione dell’intervento ruota attorno a due temi chiave: l’intelligenza, nell’accezione saviniana che piacque molto a Sciascia, e la metafisica come approccio alla realtà presente nei racconti di Savinio, con le sue implicazioni nelle opere sciasciane. Lo scrittore di Racalmuto applicò al genere del romanzo poliziesco e del romanzo storico la problematicità sul reale e l’inesausta ricerca della verità presente come elemento identificativo dei modernisti della prima fase. Inoltre, si può rintracciare in autori come Savinio la matrice strutturale delle argomentazioni presenti nelle forme ibride – si pensi al racconto-inchiesta – scelte da Sciascia per alcune sue opere degli anni Settanta e un superamento del mero razionalismo di stampo illuminista con un’apertura alla dimensione metafisica.