Il racconto inchiesta da Sciascia a Camilleri
- Autori: angelo campanella
- Anno di pubblicazione: 2024
- Tipologia: Contributo in atti di convegno pubblicato in volume
- OA Link: http://hdl.handle.net/10447/644474
Abstract
Dopo aver inaugurato la forma del racconto inchiesta, Sciascia propose opere molto diverse sul piano delle tematiche, dalla cronaca nera con Atti relativi alla morte di Raymond Roussel (1971), alla storia risorgimentale con I pugnalatori (1976), agli anni di piombo con L’Affaire Moro (1978), ma omogenee nell’impianto e nelle scelte formali e linguistiche. Uno dei primi libri di Andrea Camilleri, La strage dimenticata (1984), fu pubblicato grazie all’intermediazione di Sciascia, che lo propose a Elvira Sellerio, e risente con evidenza dell’influsso sciasciano. Camilleri si discosta dal modello sul piano linguistico, perché introduce termini siciliani italianizzati e frasi idiomatiche ricalcate sul siciliano. Inoltre, i racconti di Camilleri hanno un respiro narrativo che prevale sulla citazione delle fonti, che invece nei racconti inchiesta di Sciascia occupano uno spazio maggiore. Sulla base di un’analisi strutturale e linguistica, nell’intervento si indagano i rapporti di filiazione tra Sciascia e Camilleri. Dalla comparazione tra La strage dimenticata (1984), La bolla di componenda (1993) e Dentro il labirinto (2012), che è stato accostato agli Atti relativi di Raymond Roussel, è possibile ricostruire un’evoluzione sia sul piano linguistico sia sul piano strutturale dello stile di Camilleri, che ha in filigrana il modello sciasciano.
