Il simbolismo dell’acqua come azione terapeutica tra antropologia e studi di Preistoria del Mediterraneo
- Autori: Buttitta, I.; Cultraro, M.
- Anno di pubblicazione: 2025
- Tipologia: Contributo in atti di convegno pubblicato in volume
- OA Link: http://hdl.handle.net/10447/714568
Abstract
L’acqua è percepita nelle società arcaiche come elemento fondante se non principio stesso d’ogni vita e, conseguentemente, riferita alle potenze della creazione e della generazione che, nella realtà preistorica, paleolitica e neolitica, ma pure in quelle protostoriche e del mondo antico, sono più spesso connotate come femminili . Nello specifico l’immaginario mitico-rituale delle civiltà storiche presenta le acque celesti (rugiada, pioggia) e fluviali più spesso rappresentate come elemento maschile, seme virile , mentre le fonti, le sorgenti, i pozzi, le polle d’acqua termale sono diffusamente percepite come sede e/o espressione di quelle potenze telluriche/dee della fecondità e fertilità che, con maggiore o minor prudenza, la letteratura antropologica e storico-religiosa indica come “eredi” di Grandi dee, Grandi madri, Madri della Terra . Non a caso i culti delle acque sorgive si trovano spesso connessi, almeno a partire dall’età del Bronzo ma non di rado ancor prima, con quelli delle caverne profonde intese come passaggio verso le viscere della terra, sede di divinità ctonie correlate alle sfere della fecondità e della vita-oltre-la-morte . Si affermano, pertanto, già all’interno delle comunità protostoriche, anche a prescindere dalle effettive qualità terapeutiche di certe acque minerali e termali, divinità acquoree (e connessi santuari e culti delle acque) cui è attribuito il potere di ripristinare l’ordine del cosmo e del corpo mondandolo d’ogni male e d’ogni colpa ; il potere cioè di riconvertire la morte in vita: tanto in ragione della intrinseca potenza creatrice/ordinatrice detenuta dall’acqua in quanto principio e sostegno di ogni forma vivente e di ogni processo produttivo, quanto in ragione della conseguente necessità di entrare in rapporto positivo con le sacre potenze/entità divine che nelle acque albergano e attraverso queste si manifestano . In ragione di queste evidenze il tema dell’acqua, nella sua complessa ed articolata polisemia, ha registrato una particolare attenzione nell’ambito delle Scienze umane, che spaziano dalle discipline storico-antropologiche fino ad indagini in campo archeologico. In quest’ultimo settore, la ricchezza di contesti e fonti documentarie impone una riflessione più ampia su quelli che ad oggi sono stati considerati i principali percorsi teorico-metodologici nello studio sull’acqua in relazione al suo impiego in contesti rituali e, più in generale, di matrice religiosa.
