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CHARLIE BARNAO

Inferno senza contatto. La tortura del 41-bis e dell'ergastolo ostativo

Abstract

Con l'avanzare del XX secolo le democrazie hanno continuato ad utilizzare la tortura e ne hanno ulteriormente definito e precisato i confini e affinato le caratteristiche, utilizzando tecniche “pulite” in modo sempre più scientifico, diffuso e raffinato. Tali tecniche (per esempio, la tortura con droghe, rumore, posizioni stressanti, deprivazione sensoriale, umiliazione, deprivazione del sonno) sono definite “pulite” in opposizione alle tecniche che lasciano tracce sul corpo. Una delle forme di “tortura pulita” maggiormente utilizzate è la cosiddetta “tortura senza contatto”, basata sulle tecniche sviluppate a partire dal 1950 dalla CIA. In Italia, dagli anni Settanta in poi, la tortura senza contatto ha trovato applicazione puntuale nel sistema penitenziario, strutturandosi nei regimi più duri, in particolare il 41-bis e l’ergastolo ostativo. In questo libro viene ripercorsa la storia della tortura senza contatto, ne viene proposta una definizione operativa e, sulla base delle informazioni raccolte dall’autore in dieci anni di attività didattica universitaria all’interno delle carceri italiane, viene data voce ai detenuti che ad essa sono stati sottoposti.