PALAZZO STERI - Sede del Rettorato

 

L'imponente palazzo-torre fu edificato attorno al 1320 ad opera di Manfredi I Chiaromonte che volle dimostrare tutta la propria potenza anche attraverso la costruzione di un grande magnifico palazzo fortificato , un "Hosterium" la cui prima pietra fu posta nel 1307. Al declino dei Chiaromonte, quando l' ultimo di quella dinastia , Andrea , nel 1392 fu decapitato davanti al suo palazzo, lo Steri fu conquistato e passo al regio demanio .Sotto il re Martino fu sede della Corte , poi , intorno al 1400 , si stabilirono i siniscalchi e i tribunali.

Per la sua storia quale sede regia , viceregia e giudiziaria , è dunque monumento di grande prestigio e fu per questi motivi , conformemente allo spirito del tempo che vi fu insediato nel 1601 il Tribunale dell' Inquisizione, immagine e proiezione della Chiesa riformata di allora. In quel tempo fu costruito il Carcere dei Penitenziati e nello stesso Steri ebbero sede le prigioni dei Filippini .Il Tribunale fu chiuso nel 1782 dal Vicerè Caracciolo il quale diede alle fiamme anche le sue carte.

Da un punto di vista stilistico lo Steri è il principale esempio dell' architettura siciliana del '300 detta appunto "Chiaromontiana", che risente fortemente delle esperienze islamica e normanna.Nello stesso complesso monumentale dello Steri sorge il Palazzetto neoclassico che fu in origine la sede della "Regia impresa del gioco del Lotto" attribuito all' opera dell' Architetto Emmanuele Cadorna che l'avrebbe terminato nel 1806. Il Lotto rimase in questa sede fino al 1816. Risalgono all' epoca successiva all' unificazione dell' Italia i lavori che trasformarono radicalmente l' attuale assetto del Palazzetto neoclassico inserito nell' intero complesso dello Steri ed utilizzato fino al 1950 come sede del Tribunale.

 

All' interno dello Steri si trova la Sala Magna o dei Baroni , con uno splendido soffitto ligneo, considerato da uno studioso , Enzo LEVI, come una "enciclopedia medievale" , un vero e proprio "speculum historiae e summa figurativa di tutte le letterature romanzesche del medioevo" , conta trentadue storie , per lo più bibliche , mitologiche o cavalleresche dipinte a tempera nel 1380 dai pittori DARENU da Palermo, Simone da Corleone e Cecco da Naro.

 

In una delle sale dello Steri è esposta la famosa tela " La Vucciria" di Renato GUTTUSO.Il celebre quadro fu dipinto dal Maestro bagherese dal 1 ottobre al 6 novembre del 1974 e donato nel 1975 all' Università . Un' opera di tre metri quadrati , una " grande natura morta con in mezzo un cunicolo dove la gente scorre e si incontra " spiegava GUTTUSO , un opera dove lo spirito del celebre mercato palermitano , con il suo colore , le sue suggestioni , il suo stordimento fatto di odori e voci , viene evocato nell' espressionismo vitale di una figurazione esuberante e magniloquente . Per GUTTUSO " chi conosce la Vucciria , questo straordinario avvallamento urbano nel quale si incastrano e si accavallano le mille botteghe del mercato di Palermo , sa in quale intrigo di vicoli , di piazzette , di crocicchi , di scalinate esso si articoli ; sa l' importanza che hanno il vocio , il frastuono , gli odori il brulichio della gente".