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Lucia Pizzo Russo
Il disegno infantile. Storia teoria pratiche
presentazione di Rudolf Arnheim
esaurito



È arte il disegno infantile, come sostiene Read, oppure no, come ha argomentato Cesare Brandi? Il bambino disegna ciò che sa e non ciò che vede? E che significa sapere e vedere? Il disegno è simbolo o segno? Il disegno è filtrato dal sentimento e la parola dal pensiero? Disegnano gli scimpanzé? Perché la psicopedagogia teorizza un legame privilegiato fra disegno e creatività? E perché si è convinti che il disegno libero è il prototipo stesso della prova proiettiva? L'intuizione è uno stadio primitivo dello sviluppo cognitivo (Piaget) o uno dei due processi del pensiero (Arnheim)? Lo spazio grafico del bambino è topologico o invece no, come ritiene Thom? Come mai la nostra cultura ha confrontato il disegno con il linguaggio parlato e non con quello scritto? Perché - come dice Eco - una persona che sa parlare non suscita molta curiosità e una persona che sa disegnare sì? Dominanza cerebrale o specializzazione emisferica? Perché il bambino smette di disegnare? È conseguenza dello sviluppo psichico o frutto del nostro sistema educativo? Ha fondamento sostenere che la cultura dell'immagine inibisce lo sviluppo del pensiero? Che significa educare all'immagine? Come educare al disegno, nella scuola delle parole e dei numeri?
Sono alcune delle tante domande che animano il presente volume: un approccio globale a tutti gli aspetti investiti dal classico tema del disegno infantile. Del quale vengono indagate le complesse radici storico-culturali, chiariti i motivi per cui esso coinvolge tanti fronti scientifici e disciplinari, analizzate a fondo le più accreditate teorizzazioni, ed infine viene proposta una originale interpretazione complessiva.
Così il disegno, finora argomento minore della psicologia, scarsamente considerato dalla pedagogia e dalle altre discipline umanistiche, materia cenerentola dell'universo scolastico, attraverso un'organica analisi condotta a tutto campo, rivela un insospettato orizzonte epistemico nel quale saperi antichi (Rousseau, Vico, Schiller, Kant...) e saperi moderni (Adorno, Argan, Arnheim, Brandi, Bruner, Dewey, Eco, Gardner, Gombrich, Hauser, Piaget, Kanizsa, Thom, Vigotsky, Wittgenstein...) concorrono a fondare una limpida cornice di comprensione di alcune scottanti questioni di fondo che oggi travagliano il mondo della scienza, della scuola, della società.
Rudolf Arnheim apre il volume con una puntuale Presentazione.