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Pseudo Longino
Il Sublime
a cura di Giovanni Lombardo
pagine 160, euro 22,00, terza edizione riveduta, ISBN 978-88-7726-074-1



Il celebre saggio sul sublime (Perì hypsous) ha avuto il singolare destino di essere scritto in epoca antica ma di essere letto in epoca moderna. Di questo straordinario testo (un tempo attribuito a Cassio Longino, con tutta probabilità invece riconducibile ad un autore anonimo vissuto nel I sec. d. C.) non ci è infatti giunta dall'antichità testimonianza diretta. La sua enorme fortuna (paragonabile solo a quella della Poetica di Aristotele e dell'Epistula ad Pisones di Orazio) è tutta moderna. E comincia quando, dopo l'editio princeps di Robortello (1554), Boileau lo traduce in francese (1674) e addita Longino come il teorico esemplare di un classicismo fondato sul culto degli auctores.
E però Longino - il primo critico letterario, nel senso moderno del termine, della cultura occidentale - è anche il fautore dei movimenti irrazionali ed emotivi dell'arte: come tale viene recepito dalla cultura del Settecento inglese che prelude al Romanticismo. Da questo momento la fortuna del saggio longiniano corre parallela all'affermazione del sublime come categoria estetica generale, alimentando senza soluzioni di continuità intere generazioni di pensatori, scrittori, artisti.
Se Kant, illuministicamente, vede nel sublime una confortante conferma delle illimitate possibilità della ragione, Burke vi scorge il luogo del depotenziamento e della perdita dell'io, e promuove così l'interpretazione romantica e decadente, che per diversa via (da Schopenhauer a Nietzsche, da Freud a Benjamin) sottolinea gli aspetti sommersi ed ultrasoggettivi dell'esperienza sublime. Così Longino continua ad insistere potentemente sul dibattito contemporaneo, ispirando gemmazioni attive nelle recentissime problematiche poststrutturalistiche (Jakobson, Barthes...) e postmoderne e decostruttivistiche (Bloom, Derrida, Lyotard...).
Questa terza riedizione, curata con rara perizia da Giovanni Lombardo, offre una nuova e modernissima traduzione italiana, che al rigore filologico unisce una leggibilità aperta al di là degli specialisti di cultura antica, e la arricchisce di esaustivi apparati esegetici, critici e bibliografici.