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Stephen Halliwell
L'estetica della mimesis. Testi antichi e problemi moderni
a cura di Giovanni Lombardo
pagine 444, euro 40,00, ISBN 978-88-7726-079-6



Pubblicato a Princeton nel 2002 e nel 2008 insignito del "Premio Europeo d’Estetica" conferitogli dalla Società Italiana d'Estetica, L’estetica della mimesis di Stephen Halliwell porta a uno tra i più antichi e problematici concetti dell’estetica occidentale un contributo non meno importante di quello a suo tempo offerto dal celebre libro Mimesis di Erich Auerbach, confermando definitivamente che il rapporto tra la visione antica e la visione moderna dell'arte è molto più complesso di quanto le più correnti ricostruzioni storiche lascino pensare.
Col sostegno di un metodo filologico impeccabile e di una vastissima informazione bibliografica, Halliwell infatti dimostra che la mimesis – come rispecchiamento o come simulazione del mondo – non è riducibile alla semplice idea di imitazione (di qui il rifiuto programmatico di modernizzare il vocabolo greco), ma è una nozione prismatica e tale da investire il rapporto dell'arte con la veritàà, con la psicologia e con l'etica.
Già nella cultura greca era ampiamente condiviso il principio secondo cui alcune pratiche artistiche – la poesia, la pittura, la scultura, la danza, la musica – potevano essere considerate come un insieme omogeno, proprio per quel loro carattere mimetico e insieme espressivo che permetteva di far convergere in una sola direzione i loro percorsi apparentemente disparati. Così grazie alla mimesis l'Antichità poté disporre di una concezione dell'arte non meno unitaria di quella che si sarebbe poi affermata nella Modernità con la nozione di "belle arti".
Composto da dodici capitoli, preceduti da un'introduzione generale, il libro si articola in tre parti: le prime due si occupano del pensiero di Platone e di Aristotele; la terza indaga la vicenda della mimesis nella filosofia ellenistica e nel neoplatonismo, e infine dal Rinascimento ai nostri giorni e, confrontandosi con alcune tra le più influenti teorie letterarie e filosofiche contemporanee (da Brecht, Benjamin e Adorno, a Barthes, Derrida e Danto), mostra come l'antica problematica della mimesis possa insospettabilmente annidarsi anche entro proposte teoriche di stringente attualità.
La presente edizione italiana, magistralmente curata da Giovanni Lombardo, condotta secondo criteri rigorosi e corredata da esaustivi apparati critici e bibliografici, dona traduzione chiara e piacevole a un testo concettualmente e stilisticamente non meno affascinante che impegnativo.