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Arthur C. Danto
La destituzione filosofica dell'arte
pagine 224, euro 28,00, ISBN 978-88-7726-076-5



Pubblicato nel 1986, La destituzione filosofica dell'arte costituisce uno dei maggiori contributi della cultura angloamericana all'estetica del secondo Novecento. Filosofo e critico oggi al centro del dibattito estetico internazionale, Arthur C. Danto elabora in quest'opera una filosofia della storia dell'arte di matrice hegeliana, il cui motore di sviluppo viene identificato nell'aspirazione dell'arte stessa a trovare la propria essenza.
In verità, quella tra arte e filosofia è stata fin dall'antichità una relazione difficile, e spesso polemica e rivalitaria. Se Platone aveva tentato di "destituire" l'arte di consistenza ontologica, due millenni dopo Hegel ne decretava una "destituzione" tutta filosofica, che vedeva l'arte "superarsi" nel concetto. Per Hegel, l'arte avrebbe perso la sua necessità storica, la capacità di farsi veicolo sensibile dei più profondi interessi dello spirito: religione e filosofia ne avrebbero raccolto il testimone, riservando alle produzioni artistiche a venire una sorta di vita postuma e insignificante.
E però - argomenta Danto - negli anni Sessanta e Settanta, con la Pop Art, il minimalismo e l'arte concettuale, l'arte ha trovato finalmente l'oggetto della sua ricerca millenaria: perviene a se stessa, mette a nudo la propria essenza. Ma, pervenendo a se stessa, incontra di nuovo la filosofia che ne "destituisce" l'autonomia sensibile e, in quanto arte, interrompe il suo corso vitale per precipitarla nella post-storia, in una fase cioè in cui nessuna opera può ancora credibilmente aspirare a incarnare una direttrice culturale dominante, ponendosi "all'avanguardia" del corso storico. Tuttavia l'arte, a differenza di quel che pensava Hegel, non perde per questo di significatività, ma anzi guadagna in libertà, aprendosi a forme espressive inedite di straordinario valore antropologico.
Tappa decisiva dell'itinerario critico-filosofico di Danto, questo libro affronta, intorno al nucleo teorico della "fine dell'arte", anche altri problemi cruciali dell'estetica contemporanea, quali l'apprezzamento e l'interpretazione delle opere d'arte, il rapporto della filosofia con la letteratura e dell'arte con il testo, fino a intrecciare l'arte e la sua storia con la teoria darwiniana dell'evoluzione.
La presente edizione italiana, puntualmente curata da Tiziana Andina e finemente tradotta da Carola Barbero, condotta secondo criteri rigorosi e corredata da apparati critici e bibliografici, restituisce la freschezza dell'originale e colma un vuoto della cultura italiana.